E’ il Credem la banca “reggiana” che al momento garantirebbe più affidabilità. Questo stando almeno alla lista dei rating italiani di Standard & Poor’s. Anche se parlare oggi di reggianità di un istituto di credito ha poco senso e ne avrà sempre meno.
Con un rating berve termine A-3 il Credito emiliano spa, assieme ad un rating lungo termine BBB- gode di prospettive stabili è tra le poche banche italiane ad avere la valutazione più alta (la A appunto) assieme, tra le altre, a Fideruram Intesa S.Paolo e Unicredit. Molte altre sono a un livello inferiore.
La valutazione massima (che arriva fino a AAA) vuol significare che l’impresa ha buone capacità di rispettare gli obblighi finanziari ma è più suscettibile ai cambiamenti delle circostanze e delle condizioni economiche. Più si va in basso con le lettere dell’alfabeto e più la capacità di ripagare i propri debiti è a rischio. Fino alla D di default.
Nessuno dei nostri sportelli è a questo punto ma la Carige è l’unica banca con una C nel breve termine. Per quanto riguarda la Popolare dell’Emilia Romagna scrl (al centro di importanti trasformazioni) il rating lungo termine è BB-, B quello breve con prospettive stabili.
E per Moody’s, l’altra grande agenzia di rating? Spicca in positivo la Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza con un rassicurante A3, bene anche Unicredit, Intesa S.Paolo e Bnl. Giudizi confermati anche analizzando il Roe (return on equity), l’incide usato per verificare il tasso di remunerazione del capitale di rischio, cioè quanto rende il capitale conferito all’azienda dai soci. Negativo quello di Carige, in bella mostra Banca Generali, Credem e Intesa S.Paolo.