
Blitz degli attivisti di Fridays for Future negli uffici di Silk Faw al Tecnopolo di Reggio. L’incursione è andata in scena venerdì pomeriggio 18 marzo, quando una decina di ambientalisti ha contestato il progetto previsto a Gavassa, dove dovrebbe sorgere uno stabilimento produttivo e di ricerca&sviluppo con l’obiettivo di sfornare l’hypercar, l’auto sportiva di lusso completamente elettrica. Vestiti con le consuete tute-camici bianche riportanti scritte a bomboletta e con tanto di megafono hanno protestato affiggendo anche cartelli e mostrando striscioni.
L’impatto ambientale dell’operazione che vorrebbe realizzare la joint venture sino-americana è quello più nel mirino degli attivisti. “Abbiamo voluto sanzionare pubblicamente ciò che il progetto del maxi-polo realmente porterà sul territorio – recita una nota di Fridays for Future Reggio, postata sui social – Ovvero sostenibilità inaccessibile per un qualsiasi cittadino medio, manodopera a basso costo, cementificazione di 320mila metri quadrati di terreno che sulla carta viene detto edificabile, ma è in realtà un terreno vergine e coltivabile”.
La manifestazione arriva al termine di una settimana un po’ tormentata per il progetto di Gavassa su cui si addensano (data anche la delicatissima situazione internazionale) nubi sempre più consistenti.