Firenze – Poteva sembrare davvero una bomba, una scatola con filo neri che uscivano posizionata davanti alla casa del procuratore aggiunto Luca Tescaroli. Sono stati gli uomini della scorta del magistrato a fare la scoperta. È subito scattato l’allarme agli artificieri, che hanno appurato che il presunto ordigno non sarebbe mai esploso, in quanto si trattava di una batteria per microcar.
Il procuratore aggiunto Tescaroli si è occupato di vicende delicate, tra gli altri il processo della strage di via dei Georgofili e Roma Capitale. Secondo quanto si vede da una telecamera, a sistemare il pacco sarebbero due uomini, fra le 23.30 e le 8. Intanto, le indagini sono partite per chiarire se il gesto prefigura un avvertimento oppure si tratta dell’abbandono di materiale di rifiuto.