Aeroporto di Salerno: perdite e fughe delle compagnie

Parla il sindaco di Bellizzi Mimmo Volpe: “una fase molto delicata”

A distanza di circa un anno, torniamo ad aprire una finestra sull’Aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi oggi con una nuova denominazione “Aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi e del Cilento”. Un’infrastruttura che ha avuto un impatto entusiasmante per tutto il territorio ma, come spesso accade nel Sud Italia, nel corso del tempo l’entusiasmo si imbatte “nell’analfabetismo imprenditoriale”. Dopo un novembre nero, -56% di passeggeri, EasyJet abbandona come era già accaduto in precedenza con Jet2, British Airways e Wizz air.

A seguito di queste perdite, la politica prende atto con solleciti e richieste di accelerazione dei servizi che necessita l’area per poter accogliere i passeggeri. Dagli uffici di Palazzo Sant’Agostino, a Salerno, arriva la notizia che a breve avverrà la pubblicazione del progetto esecutivo che riguarda il rifacimento della strada di accesso allo scalo, intervento considerato strategico per migliorare la funzionalità e l’attrattività. Del resto, la fotografia del territorio lascia comprendere quanto poco si sia fatto per valorizzare e trasformare le risorse del luogo. Ad esempio, essendo posizionato nei comuni di Bellizzi e di Pontecagnano Faiano, era probabilmente necessario utilizzare i fondi PNRR per riqualificare tutta la litoranea al fine di renderla un attrattore turistico. Oppure cercare di creare un collegamento infrastrutturale tra monti e mare, per far riscoprire le caratteristiche paesaggistiche e tradizionali dei diversi luoghi distanti dai centri attrattivi.

Una visione che forse si è data per scontata o che semplicemente la politica in questo caso ha assunto sempre lo stesso “ritmo di idea” e non di imprenditorialità. Tuttavia, esso, per come è situato alle porte della Costa Cilentana, a 45 chilometri a sud-est della città di Amalfi (Costiera Amalfitana) e a 21 chilometri dalla città di Salerno, diventando un collante per un territorio vincolato dalle distanze, aveva bisogno, forse in attesa di interventi infrastrutturali, di essere valorizzato con delle strategie di Marketing e comunicazione e con un’imprenditoria locale a ispirazione green e benessere. Sorprende, anche, la GESAC (Gestione Servizi Aeroporti Campani), una società per azioni che gestisce il “sistema aeroportuale campano”, a cui non sappiamo se dobbiamo rimproverare una mancanza di interesse oppure se è l’assenza di interventi ad aver limitato il bacino di utenze per il secondo aeroporto della Campania.

Non possiamo sottovalutare che questa infrastruttura, fin dalla sua nascita nel 1926, ha subito delle conseguenze manageriali che l’hanno limitata, ad esempio come la lunghezza della pista che non rispecchiava i requisiti per uno scalo civile. Dal 2020, con ingenti interventi infrastrutturali ed economici, è stato avviato un progetto suddiviso in più fasi, con un piano di sviluppo fino al 2043, di cui circa 254 milioni sono stati investiti, tra essi 134 milioni finanziati con fondi pubblici. Lo stesso già presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, aveva investito una elevata somma dei fondi regionali per migliorare la viabilità. Per l’occasione, abbiamo voluto ascoltare di nuovo la voce del Sindaco di Bellizzi, Mimmo Volpe, nonché presidente dell’Ali Campania, per fornirci una spiegazione vista la situazione che emerge dalle ultime ore.

Sindaco Volpe, “L’aeroporto è ormai una realtà”, ma le ultime notizie evidenziano un crollo. Cosa è accaduto?

“Siamo in una fase molto delicata. Dopo l’avvio molto entusiasmante, si apre una sorta di verifica tecnica. Il freno è dovuto molto alle valutazioni delle compagnie aeree. Il rapporto costo-benefici si fa sentire. Poi anche la carenza di servizi per l’accoglienza ha ridotto molto la scelta di venire la seconda volta”.

Un anno fa parlavamo di cifre da record per il secondo aeroporto della Campania. Oggi parliamo di serie perdite economiche?

“Dobbiamo accelerare i servizi sia sul piano dei pernottamenti (carenti) che sui trasporti. Una volta a Salerno si fa fatica a raggiungere le località prescelte. Inoltre, è da evidenziare che, oltre alle scelte storiche patrimoniali, UNESCO, non abbiamo un polo fieristico e grandi centri per la convegnistica, e questo limita il bacino di utenza”.  

Cosa la politica non ha fatto?

“Non abbiamo attivato velocemente le cosiddette “Destinazioni”, imposte dalla nuova legge sul turismo. Per mettere ordine deve ritornare la politica e l’impresa. Tutte le istituzioni devono fare uno sforzo unitario per rendere accogliente e interessante il nostro territorio. Anche la Regione e il Governo centrale devono spingere la Gesac, a fare scelte chiare. È inutile pensare di scaricare su Salerno un “traffico di risulta”. I due aeroporti devono essere complementari come si è sempre detto”.

A cosa è dovuto il rallentamento delle azioni progettate?

“Ad una politica immobile. Occorre intervenire sulla linea metropolitana, con un allungamento della linea che raggiunga le città di Battipaglia ed Eboli e poi rendere operative le due stazioni. Creare un funzionale terminal di snodo”.

La fuga delle compagnie è dettata da una cattiva gestione oppure si è sottovalutato quello che doveva essere un grande “Piano di Comunicazione e Marketing”?

“Abbiamo avviato in queste settimane una serie di incontri con i sindaci per istituire un tavolo tecnico sulle future DMO (Destination Management Organization), un’organizzazione pubblico-privata per attivare un’azione concreta per l’accoglienza, perché non si può perdere l’occasione di avere un aeroporto come futuro del sistema turistico salernitano e campano”.

La Regione Campania ha investito tanto per questo aeroporto, ma i sindaci dei 158 comuni della provincia crede che abbiano trascurato o, meglio, sottovalutato questa opportunità?

“Non stiamo facendo la nostra parte. Abbiamo consegnato 10 licenze da taxi, un terminal con parcheggi gratuiti h24 e trasporti continui Bellizzi/stazione aeroporto e regolamentato la realizzazione di B&B. Ovviamente se vogliamo migliorare, occorre che tutti facciano la propria parte. Ad esempio un altro contributo può arrivare dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura (CCIAA) per costruire un ponte tra noi e l’Europa per rientrare nei grandi circuiti e nelle filiere orizzontali e verticali del turismo”.

In conclusione crede che sarà possibile arginare “l’analfabetismo imprenditoriale” che emerge dal nostro territorio?

“Bisogna solo essere determinati e pieni di buona volontà. Avere un’idea collettiva e rendere questa struttura capace di risollevare le sorti della nostra straordinaria provincia. Non possiamo fallire né vale della nostra dignità”. (AF-F)

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