Adesso per Iren sono guai seri

Per l’utility non sono in pericolo solo 40 milioni di incentivi legati al termovalorizzatore, ma a rischio c’è un intero piano industriale

Si sussurra, non si parla. D’altronde  di atti ufficiali non ne sono ancora usciti, anche se l’edizione regionale del Tg3 ha fatto uscire i primi nomi che la Procura di Parma avrebbe iscritto nel registro degli indagati: l’ex sindaco Elvio Ubaldi e il direttore generale di Iren Andrea Viero.  Poco è trapelato sull’inchiesta relativa alla costruzione dell’inceneritore di Parma, ma quel poco assomiglia all’inizio di un capitolo che si annuncia lungo e complesso. Perché in gioco ci sono sul piatto molti soldi, – alla fine dei conti ben più dei 40 milioni di incentivi per la produzione di energie rinnovabili del decreto Romani – e un complicato quanto mai come oggi precario equilibrio tra interessi politici ed economici.

La procura indaga per abuso d’ufficio e abuso edilizio nell’iter di approvazione e costruzione del termovalorizzatore avrebbe stabilito un collegamento con le indagini che nella città ducale hanno soffiato nelle vele del Movimento5Stelle, portando in municipio il grillino Pizzarotti. Nelle carte ricorrono i nomi di almeno due amministratori del Comune di Parma coinvolti nelle altre inchieste che hanno spazzato via la giunta Vignali.

Oggi la multiutility (della quale il comune di Reggio è socio insieme a Parma, Piacenza, Genova e Torino)  naviga in cattive acque: alto indebitamento, tra i peggiori titoli dell’anno a piazza Affari, utili in deciso calo. E il blocco del cantiere rappresenta un colpo durissimo non solo per i bilanci, ma anche per ciò che resta del piano industriale. A rischio ci sono i 6,541 milioni di utile netto previsti per il 2013 con il funzionamento dell’impianto e i quasi 13 stimati per l’anno successivo.Come se non bastasse sull’impianto pendono due procedure di infrazione aperte dalla Commissione europea: per l’affidamento della gestione dell’impianto senza gara pubblica (al centro anche dell’inchiesta) e per il costo dichiarato del forno: 315 milioni secondo la stima dell’Ue, 193 per Iren.

A questa vicenda è infine legata una importantissima trattativa con F2i, il fondo di investimenti dell’imprenditore Vito Gamberale (da mesi nel mirino dei cinesi). Il progetto è quello di creare un “Fondo ambiente” cui conferire termovalorizzatori e impianti di trattamento dei rifiuti. F2i potrebbe entrare con una quota compresa tra il 40 e il 49 per cento, ma con il cantiere bloccato e un’inchiesta che si annuncia lunga, lo scenario cambia radicalmente.

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