La scottante partita della ripubblicizzazione dell’acqua arriverà in giunta i primi di giugno e lì si conteranno le posizioni che dovranno svelare da che parte stia effettivamente il Comune capoluogo, che in Iren sul fronte pubblico almeno può fare la voce più grossa trascinando eventualmente dalla sua più di un comune incerto sul da farsi.
Da lì, in assenza di delibera e/o eventuale richiesta di un gruppo consiliare per discutere il caso in sala Tricolore, direttamente all’assemblea dei sindaci. Dove si confronteranno i due piani; quello fatto commissionare dall’assessore Mirko Tutino allo studio milanese Bonelli-Erede-Pappalardo, specializzato nelle concessioni di servizi pubblici e pagato da Agac Infrastrutture, che dovrebbe ereditare da Iren la gestione del servizio idrico, e quello “interno” del comune che ha conti del tutto diversi rispetto a quelli di Tutino e svelati dalla nostra 7per24 una settimana fa.

In estrema sintesi, da una parte, a favore cioè del ritorno all’antico, ci sono conti che parlano di una sostenibilità economica e finanziaria dell’operazione, con la possibilità di calmierare le crescenti bollette, dall’altra invece ci sono conti che paventano un indebitamento immediato da 210-230 milioni di euro a carico della nuova società, con l’ulteriore spada di Damocle dell’incertezza del mercato e dell’efficienza. Col rischio invece di un ingrossamento delle tariffe e, addirittura del blocco dei possibili investimenti dei comuni.
In giunta a Reggio, la posizione di Tutino sembra ormai essere isolata. L’assessore al Bilancio Francesco Notari e quello alla Rigenerazione urbana Alex Pratissoli sono decisamente contrari, così come l’assessore alla sicurezza Natalia Maramotti. Ultimamente anche il vicesindaco Matteo Sassi ha palesato più d’una perplessità nonostante non abbia dichiarato apertamente il suo “no”. La posizione del sindaco Luca Vecchi, che sembra più convinto dei numeri della previsione interna diciamo così, potrebbe trascinare verso la contrarietà anche gli altri assessori meno “tecnici” quali Raffaella Curioni, Valeria Montanari e Serena Foracchia.
Intanto il Comitato acqua bene comune assieme alla Cgil tenta il tutto per tutto. E venerdì sera al Catomes tot farà arrivare Maurizio Landini a parlare di “Ritorno al futuro. l’acqua torna pubblica”.