Non esiste nessuna ipotesi di un eventuale piano “B”, ovvero la scelta ibrida di una società misto pubblico-privato che possa accontentare gli uni e gli altri (in realtà scontentandoli tutti). Lo si evince chiaramente nell’assemblea dell’Atersir, l’Agenzia territoriale Emilia Romagna per i servizi idrici e rifiuti, tenutasi a Bologna il 29 settembre scorso. Per il comune di Reggio c’era l’assessore competente Mirko Tutino che ha firmato il verbale della seduta.
In esso si legge chiaramente che le ipotesi sono solo due: si dà cioè mandato alla ricerca di costituire una società pubblica di gestione dell’acqua (con la clausola che gli enti locali dell’eventuale società in house accantonino dal primo bilancio utile e successivamente per il triennio la somma corrispondente al capitale investito nell’operazione), ma in assenza di un piano fattivo di sostenibilità dell’operazione, resta sul tavolo da fine anno solo la gara pubblica.