Acqua e tensione pubbliche

Stretta finale del Comitato per la ripubblicizzazione dell’acqua che chiama alla coerenza popolare gli amministratori. Che vanno verso il “no” al nuovo soggetto di gestione idrica

MAURIZIO-LANDINI_4_resize-400x266Cgil e Comitato Acqua pubblica lanciano l’ultima, disperata offensiva sul fronte della pubblicizzazione dell’acqua chiamando a rapporto venerdì sera al Catomes Tot, nel tentativo di arringare la “folla” nientepopodimeno che Maurizio Landini, l’uomo della sinistra del momento, a poche ore dalla vittoria spagnola di Podemos e della nascita italiana del civatiano Possibile.

Le sempre più esplicite titubanze semi-pubbliche di amministratori che fino a ieri venivano considerati di sicura fede acqua pubblica, hanno fatto fremere gli uomini e le donne che dal 2011, dal giorno del referendum in sostanza, lavorano per togliere ad Iren la gestione del sistema idrico locale. Ed oggi chiamano a rapporto e alla coerenza chi evidentemente a suo tempo li rassicurò sul progetto.

A suo tempo appunto; i conti forniti dagli esponenti del Comitato parlano di una futura società con un fatturato di 70-80 milioni l’anno e rilevare gli impianti da Agac Infrastrutture avrebbe un costo complessivo di 125 milioni di euro a cui bisogna aggiungerne altri 80 per fare partire il nuovo soggetto. L’operazione complessiva costerebbe quindi sui 190-200 milioni di euro. Le tariffe aumenterebbero dell’1,1% l’anno per i primi tre anni e poi resterebbero costanti. I costi annui di gestione sarebbero di circa 20 milioni di euro. Gli interessi da pagare alle banche sarebbero del 6,5% (nell’ipotesi più pessimistica, ma dovrebbero realisticamente aggirarsi, secondo il comitato, sul 3-4%) con un costo di 7 milioni di euro l’anno per la società. Secondo il Comitato la gestione del servizio starebbe in piedi con il pagamento delle tariffe da parte dei cittadini e si potrebbero fare utili per 7 milioni di euro l’anno.

Questi i dati del comitato ma quelli “interni” al comune, da noi largamente anticipati, come sappiamo recitano altre, ben peggiori cifre. Ed è questa la considerazione che starebbe circolando per la maggiore tra i sindaci dei comuni reggiani; quella appunto che i costi sarebbero in realtà insostenibili, con l’incognita del mercato ed il rischio, con un indebitamento alle stelle, del blocco degli investimenti generali dei comuni e che la società che si vorrebbe pubblica, in realtà venga di fatto gestita dalle banche. insomma che più privata non si può.

tutino_telefono_auto_rvI tempi stringono: tra alcuni giorni il piano Tutino arriverà all’assemblea dei sindaci, dove verrà presa la decisione finale. In caso di via libera, si dovrebbe passare anche dai consigli comunali ma i gli watermakers danno questa possibilità come molto, molto scarsa.

Nel frattempo, i principali primi cittadini stanno vagliando i due opposti carteggi su costi e possibilità che l’acqua torni in gestione ad Agac Infrastrutture.

matilde3A Reggio il “no” sarebbe già stato deciso. chiamato in causa da alcuni articoli di stampa quale possibile presidente del nuovo soggetto pubblico, il sindaco di Quattro Castella Andrea Tagliavini (che attende l’arrivo del sottosegretario Ilaria Borletti Buitoni al corteo matildico) si è un po’ risentito definendo l’incarico “incompatibile” con lo status di sindaco. E la notizia naturalmente priva di ogni fondamento.

Total
0
Condivisioni
Prec.
Gli “aclisti” toscani all’udienza di papa Francesco: una giornata emozionante

Gli “aclisti” toscani all’udienza di papa Francesco: una giornata emozionante

Oltre seicento esponenti delle Acli Toscane hanno preso parte all’udienza di

Succ.
Manifestazione dei lavoratori dei servizi di pulizie e ristorazione

Manifestazione dei lavoratori dei servizi di pulizie e ristorazione

You May Also Like
Total
0
Condividi