L'accordo di programma per il polo siderurgico di Piombino sarà firmato quasi sicuramente oggi pomeriggio. Lo hanno confermato il viceministro allo Sviluppo Claudio De Vincenti e il governatore della Toscana Enrico Rossi al termine del vertice tenutosi nel tardo pomerigio di ieri a Palazzo Chigi, al quale ha partecipato anche il premier Matteo Renzi nell'ultima fase del confronto. Stamattina il presidente Rossi presenta, nella sede della della Regione, la bozza definitiva dell'accordo a istituzioni locali e sindacati. Rossi ha sottolineato che ''i lavoratori sono disposti ad assumersi responsabilità'' e propongono di avviare i ''contratti di solidarietà, mantenendo così il rapporto con l'impresa e facendo risparmiare allo Stato le spese per la Cassa integrazione. Ma chiedono anche che lo Stato faccia altrettanto, assumendosi impegni precisi e vincolanti sul futuro del polo siderurgico di Piombino''. Con questo accordo Piombino, grazie alla determinazione messa in campo dai lavoratori -ha concluso Rossi – , avrà un impianto siderurgico all'avanguardia in Europa".
Come ha spiegato il responsabile dell'Ambiente Gian Luca Galletti al termine della riunione il ministero metterà a disposizione 50mln di euro per le bonifiche. Il protocollo, in sostanza, prevede un progetto di riconversione ecologica con un piano industriale mirato a salvaguardare l'occupazione. "Si tratta di un investimento complessivo di 200 milioni – ha detto il presidente Rossi -. La riconversione ecologica nasce da un'idea dei lavoratori, così come sono proprio loro a chiedere il ricorso al contratto di solidarietà, al posto della cassa integrazione. I contratti di solidarietà permetteranno ai lavoratori di continuare a lavorare nelle bonifiche e di verificare l'avanzamento del progetto. Lo Stato risparmierà importanti risorse interrompendo la cassa integrazione".
Dopo l'ultima colata dell'altoforno Lucchini, oggi ii lavoratori hanno organizzato un presidio con occupazione simbolica dello stesso altoforno per manifestare ancora una volta, dicono i sindacati, il "dissenso sulla fermata dell'impianto che con la fine della produzione rimane caricato in 'bianco' ancora per una ventina di giorni".
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