A scuola di tortelli pink dalle “Papille”

Le giovani rezdore al Comune: “Realizziamo una fucina di creativi”

Cristina Fabbri

Sono giovani, intraprendenti, creative e abili in cucina. Sono le ragazze della “Papilla Brilla”. Angelica Cagossi, Daniela Tiberti, Maria Giulia Losi, Lucia Catellani, Valentina Siliprandi e Francesca Campani da quasi quattro anni si occupano di createring (che sta per catering creativo, ndr) ed è possibile incontrarle nelle occasioni più disparate e originali a Reggio e in provincia. Come al brunch che hanno organizzato l’11 marzo nella loro sede, al civico 5 di via della Costituzione. Si è trattato di una domenica davvero alternativa: le “papille” hanno preparato buonissimo cibo fatto in casa e hanno proposto per la prima volta un workshop per insegnare a fare i “tortelli della nonna” a chi è meno abile ai fornelli, ovvero le loro coetanee e anche qualche coetaneo volenteroso. Ovviamente è stata fatta una versione di tortelli rivisitata, in perfetto stile “papille”: al radicchio rosso con impasto rosa! Ma non è tutto. A disposizione delle rezdore, anche gli stampi dalle forme più insolite (a cuore, a fiore, a stella). Quindi c’è stato chi ha tirato la sfoglia, chi ha predisposto il ripieno (preparato in precedenza), chiuso i tortelli, chi li ha cotti e chi ovviamente li ha mangiati. I presenti si sono alternati a piacere nei diversi ruoli spizzicando tra una “lezione” di tortelli e l’altra quel che le maestre dei fornelli avevano cucinato per loro, come torte dolci e salate, gnocco e tanto altro. Inevitabile fare qualche domanda alle ideatrici.

Come avete iniziato questa attività?

Siamo amiche da tempo – spiegano – e a tutte è sempre piaciuto cucinare. Tante volte abbiamo organizzato cene in compagnia poi un giorno un nostro amico, che al tempo lavorava per il Maffia estivo, ci ha chiesto di dargli una mano per una serata un po’ diversa nel locale. E da lì è partita l’avventura. Ci siamo divertite così tanto che abbiamo pensato: perché non farlo ancora? Quindi ci siamo costituite come circolo Arci e pian piano abbiamo iniziato a lavorare per eventi tra i più disparati.

Quali sono le occasioni in cui è possibile incontrarvi?

Diverse volte collaboriamo con il Comune, ad esempio abbiamo preparato le merende della domenica mattina in Panizzi, i buffet ai chiostri di San Pietro per la Biennale dell’arte e di Fotografia Europea; oppure veniamo contattate per il servizio di catering durante presentazioni di libri, film o mostre, cene private piuttosto che inaugurazioni di negozi.

Le vostre proposte gastronomiche in base a cosa le decidete?

Sono sempre a tema. Cerchiamo di abbinare il cibo con l’idea che c’è dietro l’evento. Ad esempio quella dei tortelli rosa inizialmente era stata pensata per San Valentino poi il brutto tempo ci ha costrette a rinviare l’appuntamento. La nostra idea di base è comunque quella del cibo come aggregazione.

Le vostre ricette da dove vengono?

Alla base c’è la cucina tradizionale ma inseriamo sempre un pizzico di creatività, ad esempio idee che ci vengono dai nostri viaggi, dai libri che leggiamo, dai consigli che arrivano dalle nostre mamme e nonne (le nostre vere maestre). Negli anni abbiamo anche fatto corsi di cucina ma cerchiamo di mettere sempre un tocco nostro in quello che prepariamo. Teniamo a precisare che, per quanto è possibile, utilizziamo prodotti a chilometro zero e biologici, oltre a materiale compostabile.

Per voi tutto ciò è più un hobby o un lavoro?

Sarebbe bello se potesse diventare il nostro lavoro full time, perché ci divertiamo anche, ma non è semplice. Ora ognuna di voi fa altro prioritariamente: c’è chi fa la grafica, chi si occupa di progetti di ricerca per l’Università, di integrazione per ragazzi immigrati, chi lavora come commessa e chi si è appena laureata. Ma stiamo facendo tutto il possibile. L’impegno cresce pian piano e, rispetto a quando abbiamo iniziato, le richieste ed i contatti sono aumentati parecchio.

Come vi state muovendo per far che il vostro sogno si realizzi?

Abbiamo partecipato ad alcuni bandi e speriamo in un buon esito. In più stiamo cercando uno spazio che possa diventare la nostra nuova sede e che ci consenta di espandere l’attività (ad esempio ci piacerebbe vendere i nostri prodotti). Il luogo ideale sarebbe un posto da condividere con altri giovani che fanno attività diverse dalla nostra ma magari sempre di tipo alternativo, creativo, coi quali organizzare anche degli eventi.

Volete fare un appello al Comune?

Sì, ci piacerebbe tanto se fosse in grado di darci una mano per avere uno spazio in città, magari in centro, da trasformare in una fucina per progetti creativi. Sarebbe una bella scommessa sia per noi che per Reggio Emilia.

Non ci rimane che augurare a queste ragazze di realizzare il loro sogno!

Per maggiori informazioni: http://www.lapapillabrilla.net/

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