Calendario degli incontri
- Venerdì 20 febbraio 2015, ore 21.00:
“Democrazia oggi”
Relatore: Roberto Pertici
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Venerdì 27 marzo 2015, ore 21.00:
“Diritti individuali e doveri verso la comunità”
Relatore: Francesco D’Agostino
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Venerdì 10 aprile 2015, ore 21.00:
“Ideologia e Verità, esempi dall’est-europa”
Relatrice: Giovanna Parravicini
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Venerdì 22 maggio 2015, ore 21.00:
“Lavoro come intrapresa”
Relatore: Giorgio Vittadini
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Venerdì 18 settembre 2015, ore 21.00:
“La famiglia oggi”
Relatrice: Giovanna Rossi
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Venerdì 16 Ottobre 2015, ore 21.00:
“Le sfide dell’impegno politico oggi”
Relatore: Mauro Magatti
Lo scenario attuale
Nell’attuale situazione sociale e politica emerge in modo sempre più evidente un totale disinteresse per la persona come valore primario e di conseguenza per la vita della città (polis).
Con la crisi delle idee e degli ideali la politica diventa il perseguimento del proprio interesse, del proprio partito a scapito del bene comune. Questa riduzione viene applicata in modo sistematico dai singoli politici e dalle istituzioni, (che sono lo specchio della società) raggiungendo oramai dei livelli di degrado insostenibili.
Si aggiunge che tutto questo accade mentre il paese è attraversato da una crisi economica ma soprattutto morale e umana senza precedenti: nel 2013 in Italia il 12,6% delle famiglie è in povertà relativa, il 7,95 in povertà assoluta, 3 milioni di giovani sono fermi e non cercano più lavoro. Nel 2013 in Italia hanno chiuso in media 54 imprese ogni giorno, due ogni ora. Lo scorso anno su tutto il territorio nazionale si sono registrati 14.269 fallimenti, in crescita del 14% rispetto al 2012 e del 54% rispetto al 2009. Di fronte ad una situazione del genere, comprendiamo che la tentazione di lasciarsi andare ai soliti lamenti, cercando la colpa negli altri, è molto forte. Ma questo atteggiamento genera solo cinismo, sfiducia, insoddisfazione e soprattutto si è fermi, bloccati.
Che cosa ci interessa
Sentiamo il bisogno di ripartire, di essere protagonisti in prima persona della nostra vita. La prima politica è vivere vuol dire che prima ancora di aspettarsi dalla politica la salvezza, ognuno di noi nella propria vita può essere protagonista perché la realtà è positiva, segno di un Mistero buono che fa tutte le cose; nessun potere potrà eliminare il nostro desiderio di felicità giustizia, bellezza, interesse per il bene dell’altro. Pensiamo che una scuola civica, che ci educhi a mettere in gioco queste certezze, possa essere una vera novità.
Come vogliamo lavorare
Siamo consapevoli che la politica se è per ricostruire, deve puntare sulla condivisione, su ciò che unisce e non su ciò che divide. La condivisione in politica è per il bene comune. In questa proposta non possiamo prescindere da quello in cui ognuno di noi crede, dalla propria storia, dalla propria identità. Per dialogare c’è bisogno di approfondire ciò che si è, capire quale è la natura del nostro soggetto. Solo così si scopre che l’altro prima di essere un avversario politico è una ricchezza. Desideriamo edificare un ponte verso ogni uomo. Ma per fare un ponte bisogna avere delle fondamenta solide con dei pilastri solidi. Senza di essi i ponti non reggono. Alla luce di questo metodo vogliamo promuovere nella nostra terra il dibattito culturale e sociale all’interno di una riscoperta della vocazione politica di ognuno, mettendo a tema i diversi aspetti della vita dell’uomo e della città.
Appartenenza, gratuità, sacrificio, solidarietà, sussidiarietà sfidano ciascuno di noi ora.
Siamo invitati a una presenza. Solamente una presenza.