Firenze – Al Museo di San Marco, è in mostra una selezione di codici miniati dal XII al XVI secolo che esplora il mondo delle decorazioni sui manoscritti, di creature reali e immaginarie, fantastiche e simboliche.
“La Biblioteca svelata: il bestiario fantastico”, ospitata lungo le navate della storica Biblioteca monumentale, progettata nel Quattrocento da Michelozzo, visitabile fino il 31 ottobre 2026, permette una visione ravvicinata dei manoscritti e racconta storie di altri tempi: come furono concepiti, chi li produceva e l’ambiente in cui venivano realizzati. L’esposizione inaugura una nuova progettualità che intende rinnovare il museo e valorizzare il patrimonio librario in esso contenuto.
Nel luogo considerato uno dei primi esempi di biblioteca pubblica in Europa, i codici miniati mostrano le immagini di un universo fantastico dove emerge la figura del drago che al pari del basilisco o dell’unicorno, era considerato il male assoluto, Satana. Al contrario, il falcone, l’araba fenice, la farfalla e il cervo sono simboli di resurrezione.
Tra i più antichi codici esposti sono presenti tre manoscritti ancora legati all’arte bizantina uniti all’eleganza gotica. Altre miniature di codici provenienti dalla Chiesa di Santa Maria del Carmine ricorre la presenza del drago. Il “graduale Corsini”, acquistato dallo Stato nel 2000 è popolato da animali reali e fantastici come nell’Antifonario di S. Egidio. Protagonisti del percorso espositivo sono codici quattrocenteschi Ms 515 e 516, commissionati da Cosimo de’ Medici e miniati da Zanobi Strozzi con fregi di Filippo di Matteo Torelli. Nell’iniziale della Missione di San Domenico di Ms 516, è stata ipotizzata la partecipazione diretta del Beato Angelico, forse attraverso un disegno preparatorio.
I codici sono in rapporto diretto con le celle affrescate dell’Angelico, in particolare quelle tra la 31 e la 34, per le analogie stilistiche, uso della luce e presenza degli elementi simbolici. Il cinquecentesco codice 529 presenta iniziali con figure e animali come lo sparviero, mentre il manoscritto 543 include un ricco repertorio iconografico con angeli, cherubini e arpie.
La Biblioteca, edificata intorno al 1440 per volontà di Cosimo de’ Medici, è una componente essenziale del Museo di San Marco che attualmente vive un momento particolare con la riapertura della Sala di Beato Angelico in occasione della mostra “Rothko a Firenze”, dove cinque opere dell’artista dialogano con gli affreschi del Beato Angelico.
La mostra è realizzata e promossa dalla Direzione regionale Musei nazionali della Toscana del Ministero della Cultura, con il coordinamento scientifico di Marco Mozzo, direttore del Museo di San Marco, e curata da Sara Fabbri, Sara Ragazzini e Anna Soffici.
La Biblioteca svelata: il bestiario fantastico
Fino al 31 ottobre 2026