Sulle note di Ritorno al Futuro, Matteo Biffoni si presenta alla città e fa il pieno

A sostenere l’ex sindaco candidato del centrosinistra, il gotha del Pd toscano

Prato – In gran forma e visibilmente emozionato Matteo Biffoni  si è presentato ieri sera ai suoi elettori, militanti ed amici nella grande sala della Camera di Commercio di Prato, gremita fino all’inverosimile (tantissime le persone rimaste fuori in strada ), per inaugurare la sua campagna elettorale come candidato sindaco del centro sinistra. E sulle note della colonna sonora del film «Ritorno al Futuro», ha esordito: “Siamo in uno snodo unico della storia e non solo dell’Italia ma del mondo che ci mette in una posizione scomoda e me per primo. Stavo facendo altro, o meglio quello per cui 22mila persone mi avevano chiesto di fare in Regione. Un compito che avevo pensato di portare avanti fino alla fine, ma ho anche sempre detto che qualora la mia comunità me lo avesse chiesto ci sarei stato. Non è stata una scelta umanamente e politicamente semplice”. 

“Una nuova stagione”, questo lo slogan scelto per spiegare che lui ha trovato una città diversa da come l’aveva lasciata da sindaco uscente nel 2024. 

E su questo non ci può essere un terzo mandato, perché non c’è stata continuità con gli altri due. Il mondo è cambiato, l’Italia è cambiata e diverse sono le condizioni economiche e sociali e pensare che oggi si possa produrre la stessa politica di 10 anni fa sarebbe un errore. Questo non significa che dobbiamo stravolgere ciò che siamo o che sono io. Il mio approccio verso la città e certi temi vanno rideclinati per rimettere Prato al centro dove essa è sempre stata e dove  deve essere. Perché il punto non è solo amministrare la città stando dietro alle scuole,ai giardini,agli impianti sportivi, ma fare un lavoro politico di riposizionamento per ciò che vogliamo essere. Si parte da un ragionamento fatto anni fa di una città aperta e coraggiosa e così vogliamo che Prato torni ad essere”.

Bisogna avere speranza e lasciare la malinconia, dice il candidato sindaco. “A Prato la politica ha trasmesso solo smarrimento, notizie false annunciate come vere. Dobbiamo parlare a un mondo diverso. Per questo parlo di una nuova stagione, perché bisogna crederci. E’ un estremo atto di amore e di responsabilità uscire dalla comfort zone e inaugurare un tempo nuovo”.  

Non è mancato più di un riferimento alla difficile situazione internazionale con i conflitti vecchi e nuovi che dettano l’agenda dei Governi occidentali, le insensate politiche americane sui dazi e le espulsioni di massa volute da Trump, le incombenti crisi climatiche che mettono  in ginocchio intere aeree del pianeta, senza dimenticare i bambini che a livello globale, come riportato dall’Unicef, stanno affrontando livelli record di violenza, sfollamento e privazioni. Una realtà mondiale complicata con la quale Prato deve e dovrà fare i conti nel futuro prossimo “Perché Prato non è solo al centro della Toscana e dell’Italia ma nel cuore del Paese, proiettata nel futuro e dunque in un mondo nuovo. Dobbiamo accettare la sfida. Siamo la “Sylicon Valley del tessile” anche se siamo sempre stati troppo timidi nel dircelo e raccontarcelo. A me interessa rilanciare la città al di fuori e dentro le mura prevedendo gli obiettivi, assumendo dei rischi e utilizzando le potenzialità. Prato sarà nel prossimo futuro tra le province italiane quella che registrerà una posizione di crescita importante”. 

Sulla Multiutility ha sottolineato di averla sostenuta, perché convinto della sua creazione, allo scopo di offrire “servizi toscani oggi interamente pubblici”.  

Sulla Prato multietnica “In questa città vivono 120 nazioni che non rappresentano un problema, come qualcuno vuol far credere, ma convivono facendo cooperazione. E proveremo a plasmare un nuovo modello di città. Prato ha qualcosa da condividere e da insegnare. Siamo una città multietnica e solidale e dobbiamo aprire su questo un nuovo metodo di confronto con il Governo”.

Sullo sfruttamento della manodopera sul posto di lavoro, Biffoni ha rivendicato quello che era stato fatto Prato grazie ad un protocollo d’intesa con il Comune e il procuratore Nicolosi contro lo sfruttamento.  Mentre sulla crisi del personale del Tribunale di Prato, dopo il no del ministro Nordio ad un suo potenziamento, ha affermato “lo chiederemo di nuovo al Governo”.  

Infine sui futuri confronti elettorali verso i quali ha fatto sapere che non intende partecipare ,” Io parlo alla e della città. Del rumore di sottofondo sono intimorito. Non si possono esprimere personalismi”. 

Presenti in sala i big del partito democratico (mai citati da Biffoni nel suo discorso), con Eugenio Giani presidente della Regione Toscana accompagnato dalla assessora alla cultura Manetti,  e dal sottosegretario Bernard Dika, il presidente della Provincia Calamai, e il segretario provinciale reggente del Partito Democratico ,l’onorevole Di Sanzo. 

Mentre sui giovani che oggi vivono le loro età con disagio,–Saremo attenti alle difficoltà di dei bambini, dei ragazzi e in prima linea contro l’abbandono scolastico ed educativo. Proveremo a coltivare i talenti”. Un’attenzione che Biffoni intende portare nel concreto avvalendosi  dello  Youth Test, lo strumento che assegna un punteggio alle decisioni politiche in base al loro impatto sui giovani.  

Senza dimenticare,però  le difficoltà che incontrano le famiglie pratesi a cominciare dall’esigenza di offrire affitti calmierati.  “Perchè l’amministrazione è chiamata su temi sensibili a dare risposte”.

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