Era il 1931 quando il ministro delle Corporazioni Giuseppe Bottai tiene a battesimo a Firenze la prima Mostra Nazionale dell’Artigianato degli orafi del Ponte Vecchio. Già allora si voleva valorizzare il ‘Made in Italy’, rilanciato dal governo di oggi. E fu lo stesso Bottai che, un anno dopo, nel 1932, inaugurava a Roma il Palazzo Piacentini-Vaccaro, nuova e sontuosa sede del suo ministero, uno dei palazzi più belli dell’architettura dell’epoca. Bene, in questo stesso Palazzo, rimasto sontuoso come allora e da allora sempre destinato ad ospitare i dicasteri delle politiche relative alle attività produttive, è stata presentata la novantesima Mostra internazionale dell’Artigianato di Firenze (MIDA), che si terrà alla Fortezza da Basso dal 25 aprile al 3 maggio prossimi. E’ stato il ministro Adolfo Urso a volere ospitare la presentazione dell’evento a Roma, nello stesso prestigioso Palazzo inaugurato da Bottai, che ora è sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), nuovo nome che questo governo ha voluto dare al dicastero.
Palazzo Piacentini quindi era il posto ideale per festeggiare non solo un compleanno storico, i 90 anni della mostra più longeva d’Italia e tra le più antiche d’Europa, ma anche per sottolineare – ha ricordato il ministro Urso – come questo importante evento fieristico sia diventato un “asset strategico” per un comparto da 1,25 milioni di imprese per oltre 2, 6 milioni di addetti occupati. E come “il mondo dell’artigianato italiano sia fondamentale per l’intero comparto produttivo del Paese”. Non a caso la MIDA di Firenze è entrata ufficialmente fra gli eventi riconosciuti dal Mimit per celebrare la ‘Giornata Nazionale del Made In Italy’. E il presidente di Firenze Fiera Lorenzo Becattini ha dato atto al ministro Urso di essere “a fianco del nostro sistema delle fiere nazionali” per accogliere le proposte di miglioramento del settore e si è detto convinto che “possiamo parlare dell’artigianato di Firenze come qualcosa che interpreta nel profondo il tema del Made In Italy”.
Da quello storico 1931 la Mostra dell’artigianato di Firenze non ha mai chiuso i battenti se non durante la Seconda Guerra Mondiale, dal 1941 al 1946. Il 1947 è stato l’anno della rinascita, la Mostra si fa internazionale e apre le frontiere a Francia, Ungheria e Jugoslavia. Si aggiungono poi Belgio, Egitto, Inghilterra, Olanda, Polonia e Spagna. La storica location al Parterre di San Gallo in piazza Libertà fu spostata alla Fortezza da Basso nel 1978 e ancora è lì che viene allestita la Mostra, in quella Fortezza medicea progettata da Antonio da Sangallo e costruita nel 1534, che “esalta le potenzialità e il presidio di internazionalità”, ha detto Lorenzo Becattini, presidente di Firenze Fiera. E ha aggiunto: questa manifestazione “rappresenta da sempre uno spazio privilegiato per conoscere e far crescere il mondo dell’artigianato”. E non a caso sono 90 anni che si svolge a Firenze, “città in cui le tradizioni artigianali hanno storicamente svolto un ruolo fondamentale non solo nell’economia locale, ma nell’intero tessuto sociale e culturale della regione”.
Ormai da molti anni la Mida raccoglie il meglio dell’artigianato artistico di tutto il mondo, dall’abbigliamento al design, dai complementi di arredo all’oreficeria, dall’oggettistica alla bellezza. E non è solo un mercato, ma un’esperienza multisensoriale che include laboratori live, cooking show e percorsi dedicati all’innovazione tecnologica e alla sostenibilità. Quest’anno sono previsti circa 500 espositori provenienti da tutto il mondo, con l’idea ormai consolidata di coniugare tradizione e contemporaneità seguendo l’evolversi del comparto in tutte le sue sfaccettature. A questo proposito, sempre il presidente di Firenze Fiera Becattini ha annunciato che quest’anno “sarà anche l’occasione per dare voce ai profondi cambiamenti che attraversano il settore dell’artigianato, dal ricambio generazionale all’irrompere dell’intelligenza artificiale. La tecnologia avanza a ritmi straordinari e non può essere ignorata; eppure, il senso di umanità, la professionalità e l’estro inimitabile degli artigiani restano – e resteranno – al centro di tutto”.
Il ministro Urso ha ribadito l’importanza che il governo dà a tutto il settore dell’artigianato e auspica che “il 2026 diventi davvero l’anno delle imprese artigianali italiane, che oggi hanno finalmente l’opportunità di beneficiare del disegno di legge sulle piccole e medie imprese e sull’artigianato, recentemente approvato in via definitiva dal Parlamento. Un provvedimento che consente di aggiornare una legge quadro ormai datata, risalente a oltre quaranta anni fa, e di introdurre strumenti concreti e innovativi, come il sostegno al passaggio generazionale delle competenze, così da garantire continuità e valorizzazione del sapere artigiano”. La norma cui fa riferimento il ministro prevede, fra le altre cose, che il vecchio artigiano possa dedicarsi, negli ultimi anni della sua attività, alla formazione dei giovani. Tornando alla MIDA, Urso ne ha ribadito il valore strategico, “un valore che trova piena espressione grazie agli espositori e ai visitatori, protagonisti nel celebrare ciò che è oggi il cuore del Made in Italy: l’artigianato italiano, che resta competitivo anche nell’epoca globale e non era scontato”.
Altra importante novità normativa voluta fortemente dal governo italiano e citata da Urso presentando la Mostra dell’artigianato di Firenze è il Regolamento (UE) 2023/2411, in vigore dal 16 novembre 2023 e applicabile dal 1° dicembre 2025, che istituisce la tutela europea delle indicazioni geografiche (IG) per i prodotti artigianali e industriali. Questa normativa permette di proteggere nomi di prodotti legati a un territorio (per esempio il vetro, la ceramica, i tessuti, i gioielli) con un marchio IGP unitario, garantendone la tutela contro la contraffazione in tutta l’UE. E “se quest’anno – ha aggiunto il ministro riusciamo a dar corpo al ddl sulle Piccole medie Imprese artigianali, avremo fatto di questo anno un anno storico per il mondo dell’artigianato”.
Il DDL Piccole e Medie Imprese cui fa riferimento il ministro è stato approvato definitivamente dal Senato proprio il 4 marzo scorso e introduce misure cruciali per l’artigianato, inclusi incentivi agli investimenti, tutele contro marchi ingannevoli , le regole per il ricambio generazionale, il sostegno alla filiera della moda e anche una stretta sulle false recensioni online.
Infine Urso ha ricordato come nelle fiere principali delle Pmi ci sarà sempre una ‘Casa del Made in Italy’ gestita dal ministero per dare assistenza diretta alle imprese. E anche alla Mostra dell’artigianato di Firenze espositori e visitatori potranno rivolgersi a questa ‘Casa’, con funzionari del Mimit a disposizione per supportare chi vuole “operare nel mondo o investire nel Paese. Un supporto vitale per le realtà artigianali “che hanno bisogno, più delle grandi, di conoscere ed essere assistite nell’utilizzo migliore degli strumenti che il sistema pubblico mette a loro disposizione”.
MIDA 2026 vedrà anche un programma di eventi nazionali e internazionali, compresi “laboratori di avvicinamento alle lavorazioni artigianali per i giovani, percorsi di visita ed esperienze mirate per i turisti”, ha detto Elisa Guidi, direttrice artistica della manifestazione. E ci sarà anche una approfondita storia della Mostra dell’Artigianato di Firenze, spiegata nella esposizione a cura degli archivi della Regione Toscana. La sera poi, spettacoli musicali dal vivo e street food.
In foto : Adolfo Urso