Sciopero generale, venerdì 12 dicembre, per “ modificare una manovra di bilancio 2026 del tutto inadeguata a risolvere i problemi del paese”, come invita a fare la Cgil che indice la fermata dal lavoro. Sciopero in tutta Italia, per tutta la giornata, per tutti i settori pubblici e privati e degli appalti: dalle fabbriche, gli uffici, i trasporti, la scuola, anche la sanità . Esenti solo i servizi minimi essenziali, come le prestazioni indispensabili per sanità, sicurezza e ambiente, trasporti, giustizia. Sono potenzialmente coinvolti tutti i lavoratori italiani: 24 milioni di persone.
Previsti manifestazioni, iniziative e comizi in tutte le regioni d’Italia. “Una presenza diffusa che segnala la profondità del disagio sociale e la volontà del sindacato di cambiare una legge di bilancio ingiusta e dannosa per lavoratori, pensionati e giovani”, spiega la Cgil che chiama i lavoratori a fermarsi contro una Finanziaria che giudica fatta solo per le lobby e non per le classi popolari e il ceto medio in forte difficoltà, una manovra che si tiene stretta per assicurarsi margini da investire nel riarmo. Indicando al tempo stesso gli obiettivi alternativi che invece la manovra dovrebbe porsi.
Lo sciopero è il terzo generale da ottobre e dunque non poco impegnativo per lavoratori già stremati dalla perdita di valore d’acquisto dei salari che non crescono contro un caro vita alle stelle: perché gli scioperi costano. Ma la legge di bilancio costa in prospettiva assai di più, ragiona la Cgil, perché inchioda alla decadenza un paese che stagna pericolosamente, quando non declina, vantandosi dei conti in ordine ma non prevedendo nessun investimento per il rilancio della manifattura, le politiche industriali, l’innovazione, la tecnologia, il caro vita, i salari tra i più bassi d’Europa su cui più volte e’ intervento più volte anche il presidente Mattarella, la sanità, in un paese dove già sei milioni e mezzo di persone hanno rinunciato a curarsi, un fisco che viene pagato soprattutto dai lavoratori dipendenti e i pensionati.
Queste le critiche. In positivo, invece, la Cgil dichiara di volere modificare la vituperata manovra per dare finalmente una svolta al paese e alla sua economia. In soldoni, aumentare pensioni e salari, combattere l’aumento del costo della vita, fermare l’innalzamento dell’età pensionabile che “peggiora invece di migliorare la legge Fornero”, dire no al riarmo e investire piuttosto su sanità e istruzione, combattere la precarietà, avviare vere politiche industriali e per il terziario, avviare una vera riforma fiscale equa e progressiva.
In un paese, continua la protesta del sindacato, “dove lavoratori e pensionati hanno pagato 25 miliardi in più di tasse negli ultimi a causa del drenaggio fiscale conseguente alla mancata indicizzazione dell’Irpef: dunque rendeteglieli. Si va dai 700 euro di perdita netta per un reddito da 20.000 euro ai 2.000 euro di perdita per un reddito da 35.000, una clamorosa ingiustizia fiscale che penalizza solo i redditi fissi e non chi è in flat tax, non le rendite, non i profitti. Un meccanismo che va fermato”.
Un surplus di gettito, critica ancora la Cgil, che non è andato nemmeno a incrementare la spesa sociale. Non è andato a sanità, istruzione, non autosufficienza, casa, sicurezza. “Si pensi alla sanità pubblica: con questa manovra il finanziamento del servizio sanitario nazionale in rapporto al pil scenderà nel 2028 sotto il 6%, il livello più basso degli ultimi decenni e la spesa sanitaria privata a carico delle famiglie è ogni anno di oltre 43 miliardi di euro”. Nella legge di bilancio, critica la motivazione dello sciopero, “non ci sono risorse adeguate per la sanità, per le scuole, per l’assistenza agli anziani, per garantire il diritto alla casa, per migliorare il trasporto pubblico, per salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori, che infatti continuano a morire come e più di prima” . Quando, protesta il sindacato, “ i soldi per acquistare le armi i soldi si trovano e si prendono pure a debito”.
L’austerità riguarda solo la previdenza “con un ulteriore aumento dell’età pensionabile per il 99% delle lavoratrici e dei lavoratori, e l’azzeramento di ogni forma di flessibilità in uscita, comprese le già insufficienti opzione donna e quote varie. Sulle pensioni, Meloni e Salvini sono riusciti a fare peggio di Monti e Fornero”. In un paese dove stanno male i vecchi ma anche i giovani: “La crescita è allo zero virgola, ormai prossima alla recessione, il processo di deindustrializzazione prosegue ormai da tre anni, l’occupazione cresce solo per gli over 50 mentre si contrae ed è sempre più precaria per le nuove generazioni, con il risultato che centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi che fuggono dall’Italia alla ricerca di un lavoro dignitoso e di una vita migliore. Questa è la situazione reale del paese, che il governo non fa assolutamente nulla per affrontare”.
Per contrastare il disagio crescente ecco gli obiettivi dello sciopero generale. Due i principali. Uno, sostenere le categorie di lavoratori in tutte le vertenze aperte con le controparti per il rinnovo dei contratti scaduti, “perché i salari vanno alzati innanzitutto con la contrattazione”. Due, lanciare una vera e propria vertenza – tutta di merito – nei confronti del governo, per cambiare la manovra di bilancio sulla base delle nostre richieste”.
Ecco l’elenco puntuale delle richieste come le elenca la Cgil: “Restituzione del fiscal drag e la sua neutralizzazione per il futuro; rinnovo di tutti i contratti nazionali di lavoro privati e risorse aggiuntive per quelli pubblici in modo da difendere e rafforzare il potere d’acquisto, cui affiancare una vera detassazione degli incrementi per tutti; aumenti e estensione della quattordicesima per le pensioni; blocco dell’aumento automatico dell’età pensionabile con una maggiore flessibilità in uscita e una pensione contributiva di garanzia per lavoratori precari e discontinui; vere politiche industriali per i settori manifatturieri e per i servizi, in modo da innovare il nostro sistema produttivo e governare la transizione; difendere l’occupazione e creare nuovo lavoro di qualità nei settori ambientali e digitali; tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, anche cambiando il sistema degli appalti; contrasto alla precarietà e al lavoro povero, nero e sommerso; rafforzamento del sistema pubblico dei servizi: sanità, istruzione e ricerca, non autosufficienza, emergenza casa, diritto allo studio, trasporto; risorse per la riforma delle misure per non autosufficienza, disabilità e assistenza territoriale; politiche a sostegno della genitorialita’; un piano straordinario di assunzioni e stabilizzazioni del lavoro precario nei settori pubblici; interventi per eliminare i divari di genere sia a livello di occupazione che di salari; una vera strategia per il rilancio del Mezzogiorno”.
Come fare a reperire le risorse necessarie a fare tutto questo ? Il sindacato suggerisce di “prendere i soldi dove ci sono e dire no alla corsa folle verso il riarmo”. In concreto: prendere i soldi da “profitti, extra profitti, grandi ricchezze, evasione fiscale, anche chiedendo un contributo di solidarietà all’1% dalla popolazione più ricca per finanziare politiche a beneficio del restante 99%, garantendo 26 miliardi all’anno in più per finanziare tutto ciò che rivendichiamo, a partire dalla sanità”. Quanto al riarmo, “rinunciamo alla folle corsa a convertire la nostra economia e quella europea in un’economia di guerra che sottrarrà un’ingentissima mole di risorse alle vere priorità economiche e sociali. Solo per l’Italia, parliamo di quasi 1.000 miliardi di euro, se si vuole davvero raggiungere il 5% del pil entro il 2035”.
Durante lo,sciopero l’intera segreteria nazionale della Cgil sarà impegnata nei comizi in varie piazze d’Italia per illustrarne le motivazioni e gli obiettivi . Il segretario Maurizio Landini interverrà a Firenze in piazza del Carmine al termine del corteo che partirà alle 9 da piazza Santa Maria Novella.