Firenze – Sono state 10mila, le adesioni formali giunte nell’arco di pochi giorni per dire basta alla violenza di Gaza. Diecimila adesioni formali, fra i trenta e i quarantamila i sanitari, medici, infermieri, tecnico che hanno aderito realmente. Almeno secondo gli organizzatori.
La manifestazione, partecipata da medici ospedalieri, di famiglia ed operatori sanitari dal nord al sud dell’Italia, è stata promossa dalla rete #digiunogaza, Sanitari per Gaza e campagna BDS ‘Teva? No grazie”, con il coinvolgimento di ordini professionali, università e sindacati. “Possiamo dire che è andata benissimo – spiegano i promotori – e continueremo con le nostre richieste, in particolare rivolgendoci alle aziende sanitarie affinché adottino la delibera che proponiamo”.
La delibera invita le istituzioni e le direzioni sanitarie a prendere posizione contro il genocidio, impegnandosi formalmente a contrastarlo con azioni concrete. La proposta si basa sulla petizione “Stop the Silence”, lanciata il 15 luglio 2025 e firmata da oltre 4.600 operatori sanitari e accademici e circa 8.000 cittadini. La petizione chiede alle aziende sanitarie di adottare criteri etici nella scelta dei partner e dei fornitori, escludendo quelli legati a Stati responsabili di genocidio. Inoltre, sollecita le aziende a promuovere politiche di cooperazione internazionale e accoglienza per le popolazioni colpite da genocidio. L’appello è chiaro: le aziende sanitarie devono assumere una posizione forte e attiva per proteggere la salute e la dignità delle vittime di genocidio.
Intanto giunge anche la forte presa di posizione del presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fniomceo), Filippo Anelli: “Ben vengano tutte le manifestazioni di solidarietà, i digiuni, perché i nostri Governi, italiano e europeo, spinti dalla volontà popolare assumano iniziative forti per provare a fermare questa violenza. Non possiamo restare inermi di fronte a tanta violenza”. A scanso di equivoci, Anelli sottolinea anche la necessità di prendere ” le distanze da ogni iniziativa di boicottaggio volta a danneggiare il popolo di Israele, che è vittima e non responsabile di questa ingiusta guerra”. Fra i tanti presidi odierni davanti agli ospedali, grande adesione degli operatori toscani
Il commento di Antonella Bundu, candidata Presidente della Giunta Regionale per Toscana Rossa: “Ci uniamo a chi chiede che ogni relazione con Israele venga interrotta e che ci sia un pieno riconoscimento del genocidio che si sta compiendo, contrastandolo concretamente”.