Grande operazione anticamorra in Toscana, l’infiltrazione è ormai endemica

Venerdì 23 una tavola rotonda sul tema delle colonizzazioni mafiose

Firenze – Mafie in Toscana, ormai non siamo più alle infiltrazioni, ma all’integrazione. Lo dice, a margine dell’operazione che ha smantellato il tentativo da parte di alcuni pentiti di camorra di rimettere in piedi una rete criminale su rifiuti, estorsioni e immigrati diffusa fra Toscana, Campania, Friuli e Liguria, il procuratore capo di Firenze Filippo Spiezia. L’operazione ha portato a 12 misure cautelari e al sequestro preventivo di beni per un milione di euro ed è stata condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze insieme al Comando provinciale della Guardia di Finanza. Le indagini risalgono al 2022 e si sono svolte attorno al gruppo criminale legato ai Sarno, noto clan di camorra nell’area napoletana, con radici forti nel quartiere Ponticelli. Un elemento piuttosto sconcertante, è il fatto che, secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti, il tentativo di ricostituire nell’area toscana una struttura di criminalità organizzata avrebbe visto partecipi un gruppuscolo di pentiti fra cui tre collaboratori di giustizia, che sarebbero ospitati con programmi di protezione in Toscana. Gli “affari” cui il gruppo mirava sarebbero la gestione illecita dei rifiuti, ma anche i lavoratori immigrati dal Pakistan, privi di documenti, che sarebbero stati fatti arrivare attraverso i Balcani fino agli imprenditori. Business che sarebbe stato messo in atto con le modalità tipiche della camorra, ovvero con intimidazioni, minacce, riciclaggio e infiltrazioni nel corpo dell’economia locale. I reati contestati a vario titolo agli indagati sono associaizone per delinquere con finalità di frodi fiscali, autoriciclaggio con l’aggravante mafiosa, estorsione aggravata dal metodo mafioso, emissione e utilizzo di fatture false, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Sulla questione, sempre più preoccupante ed evidente, dell’avanzata della criminalità organizzata anche sui nostri territori, si terrà a Firenze una tavola rotonda venerdì 23 maggio che cerca di rispondere alle domande cruciali per indagare sul futuro della Toscana e dell’economia italiana tutta, a fronte della crescita dei segnali dell’invasività del “metodo mafioso”, capace di replicarsi e riprodursi in tutto il corpo dell’economia mondiale.

La tavola rotonda titolata “Mafia in Italia” in programma dalle ore 16 alle 19, presso la Biblioteca Fondazione Spadolini Nuova Antologia, via del Pian dei Giullari 36, sarà un’anteprima dell’edizione 2025 del Festival della Legalità giunto alla 9a edizione, che tornerà poi con altre tre date tra settembre e ottobre.

All’iniziativa, organizzata dalla Fondazione Spadolini, la “Fondazione I Medici F3”, il “Gomitolo – Associazione per la Legalità” e “Officine Creative”, interverranno magistrati e avvocati impegnati in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata, per analizzare la diffusione e il radicamento delle mafie, da nord a sud.

Dopo i saluti del presidente della Fondazione Spadolini Cosimo Ceccuti, la presidente del “Gomitolo – Associazione per la Legalità” Mimma Dardano e il presidente della “Fondazione I Medici F3” Paolo Gacci, faranno seguito gli interventi di Lucia D’Alessandro sostituto procuratore della Procura della Repubblica di Firenze, Annamaria Frustaci sostituto procuratore della DDA di Catanzaro, Piermario De Santo avvocato del Foro di Firenze e membro dell’ufficio di presidenza della Fondazione Caponnetto, Simone Aiazzi avvocato del Foro di Firenze e segretario regionale dell’MRE.

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