Firenze – Annunciata in varie occasioni da FdI, avvallata da FI, l’impugnazione della legge toscana sul fine vita, la prima a tentare una regolamentazione al controverso tema, secondo quanto è emerso nel corso del Consiglio dei ministri di oggi, sarebbe ormai certa.
La legge toscana su fine vita fu approvata l’11 febbraio scorso, e si trattò del primo testo che, dopo la sentenza della Corte Costituzionale di sei anni prima, venne adottato da una amministrazione regionale sul tema. Un testo sostanzialmente organizzativo che dà conto anche dei nodi economici della questione.
Determinante fu il Pd, che votò quasi compatto (la consigliera regionale del Pd Lucia De Robertis non espresse alcun voto) insieme a Italia Viva, M5S e Gruppo misto. Ventisette voti cui si contrapposero i 13 contrari di Lega, FdI e Fi. Si tratta di una proposta di iniziativa popolare, “Liberi subito”, che, con le modifiche intervenute con l’approvazione di circa una dozzina di emendamenti, è in buona sostanza un regolamento che individua il procedimento organizzativo, secondo i tempi e i modi individuati dalla Suprema Corte. Fra i vari punti, somma importanza per i requisiti necessari per l’accesso al suicidio assistito, che verranno appurati delle Usl attraverso una commissione multidisciplinare permanente.
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