Firenze – Potrebbero ritrovarsi tutti licenziati i 121 operai della ormai ex Gkn, restati ancora fieramente sulle barricate, dopo 4 anni di durissima lotta, superstiti dei 428 lavoratori licenziati via mail, in un giorno di ferie collettive l’ormai fatidico 9 luglio 2021, ormai dal gennaio 2024 senza reddito, né da stipendio e né da ammortizzatori sociali. Potrebbero ritrovarsi così, dopo che in un drammatico rendez-vous tenutosi ieri 31 marzo nell’incontro in Regione Toscana, la dirigenza di QF si è presentata priva della documentazione essenziale, a partire da quella relativa al piano concordatario, che era stato recentemente depositato presso il tribunale di Firenze e che, tra l’altro, è stato sospeso per ulteriori 15 giorni in attesa di integrazioni e chiarimenti. Di fatto, il tavolo tecnico è saltato e la procedura di ammissione al concordato di Qf è ancora pendente. All’incontro di ieri, a cui hanno partecipato per Qf il liquidatore Gianluca Franchi e i sindacati, Valerio Fabiani, consigliere per lavoro e crisi aziendali del presidente Giani, ha chiesto una proroga dei termini prima di procedere con i licenziamenti. Qf ha rifiutato. Da qui la decisione, come spiegato dallo stesso Fabiani, di “scrivere al Mimit e al Ministero del lavoro per segnalare il mancato rispetto di una legge dello Stato, del cosiddetto decreto antidelocalizzazioni che in questo caso fu prescritto a Qf dal Tribunale del lavoro di Firenze, che prevede una precisa procedura”.
“Oggi (ieri, ndr)è una giornata drammatica ma noi non lasceremo da soli i lavoratori, sia attraverso il consorzio industriale il cui iter prosegue, anche con il supporto alla cooperativa dei lavoratori, sia attraverso un piano per la ricollocazione che metteremo a disposizione di tutti i lavoratori coinvolti con i Centri per l’impiego e tutti gli strumenti di cui disponiamo come Regione, come formazione e incentivi”, conclude Fabiani.
“La legge regionale è arrivata. Il progetto del Consorzio per recuperare l’ex GKN può avviarsi e il Collettivo di Fabbrica ha già dimostrato quanto interesse c’è intorno alla Cooperativa GFF, anche raccogliendo manifestazioni di interesse in modo importante – dice il consigliere comunale Dmitrij Palagi, di Spc – la mozione presentata oggi dà seguito al Patto di solidarietà con l’Associazione di Promozione Sociale Insorgiamo e ricorda quanto la nostra Città fa parte della piana fiorentina”.
“Palazzo Vecchio per noi deve entrare direttamente dentro il progetto. Per fare un esempio, forse impreciso: Amazon annuncia un servizio di Cargo Bike e la Giunta applaude. Immaginiamoci quanto sarebbe interessante che ci fosse un consorzio pronto a fornire servizi di mobilità sostenibile (sul piano sociale e ambientale). C’è poi tutto il futuro della logistica e dell’area Mercafir, dove c’è interesse anche per i pannelli fotovoltaici.C’è un futuro tutto da scrivere, mentre il presente parla di risorse ancora insufficienti da parte del sistema istituzionale. Ringraziamo la Presidente della Commissione 9 (lavoro e scuola), anche per aver invitato Dario Salvetti e l’Assessore Danti nella seduta odierna: è emersa un’ampia disponibilità a sostenere il progetto. Per noi deve essere chiaro l’interesse politico del nostro Comune di far parte del Consorzio. Chiediamo anche di votare il prima possibile.Il tema va oltre l’ex GKN. Riguarda il consumo del suolo, il recupero delle aree industriali, la difesa del territorio rispetto al rischio di speculazione finanziaria e una serietà nel tutelare la dignità delle classi lavoratrici. Chiediamo alle Commissioni 2 e 9 di convocare il prima possibile e procedere a esprimere parere, perché a brevissimo la mozione possa essere votata in Consiglio comunale.”.
Di altro parere invece il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Sandra Bianchini e il capogruppo FdI in Consiglio regionale Vittorio Fantozzi. “Sulla questione GKN la priorità deve essere tutelare i lavoratori, nello specifico ricollocare i circa 100 ex dipendenti che sono senza stipendio, Naspi e TFR – dicono – la sinistra toscana invece sta portando avanti la legge sui Consorzi di sviluppo industriale per i quali non è stato chiarito uno scopo. Si parla di business plan, ma senza definire l’attività del Consorzio e citando solo i costi. Se invece qualcuno avesse chiaro lo scopo, perché non dichiararlo? Non vogliamo conoscere segreti industriali, vogliamo capire come verranno utilizzati soldi pubblici e quali strumenti di valutazione saranno adottati per definire il raggiungimento dello scopo del Consorzio”.
“Per questo abbiamo chiesto di udire i soci pubblici che andranno a farvi parte (Regione, Comune di Campi Bisenzio, Città metropolitana di Firenze e Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Firenze) ma la richiesta è stata respinta. Perché?
L’unica cosa certa è che la Regione Toscana investirà 1 milione in tre anni; di questo milione, 300mila euro serviranno a stipendiare il Presidente del Consorzio (che da Statuto gode di una indennità di carica in misura non superiore al 70% dell’emolumento spettante ai dirigenti regionali responsabili di settori complessi) e 270mila euro altri due dipendenti per i primi tre anni. È paradossale che la Regione si sia già preoccupata dell’indennità del Presidente quando non sa neanche a cosa servirà il Consorzio. Il nostro sospetto è che questi Consorzi abbiano solo una natura politica e ideologica e servano al Pd a strizzare l’occhio alla parte più estrema della sinistra. Non comprendiamo perché debbano essere impiegate risorse pubbliche per pagare un Presidente e dei dipendenti per i quali non è ancora stato stabilito uno scopo. In questa fase transitoria non sarebbe stato preferibile un altro tipo di emolumento? Non ci convince come si sta muovendo la Regione Toscana pertanto porteremo la questione davanti alla Corte dei Conti”.