Viareggio – La città di Viareggio riscopre il suo Carnevale raccontandone la storia attraverso la mostra “Secoli di satira. Dalle “bambocciate” ai bozzetti del Carnevale, quattro secoli di satira illustrata”. L’esposizione aperta in occasione del primo corso mascherato di quest’anno è visitabile fino a domenica 11 maggio 2025 nella Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Lorenzo Viani” a Viareggio.
Curata da Roberta Martinelli e Walter Veltroni, la mostra intende approfondire il tema della satira che il Carnevale di Viareggio, con i suoi carri allegorici, ha sempre interpretato i fatti salienti del mondo politico, scegliendo di presentare i personaggi più importanti attraverso la lente d’ingrandimento della caricatura componendo opere di cartapesta tra le più grandi del mondo. “Secoli di satira” segue l’iniziativa precedente del 2023, avvenuta per il 150esimo del Carnevale di Viareggio, con un focus sulla storia del carro allegorico e delle maschere, dal Seicento al Novecento.
Riflettere ridendo. Questo è da sempre l’obiettivo del Carnevale di Viareggio, dove le contraddizioni diventano il fulcro e l’ispirazione per gli artisti che realizzano le scene dileggianti sui carri allegorici, per il gusto di far ridere mettendo in evidenza pregi e difetti dei politici e dei personaggi più in vista del momento.
La manifestazione, nata nel febbraio del 1873, dove, ai tavoli del caffè del Casinò, prese corpo l’idea di una sfilata di carrozze per festeggiare il carnevale, all’aperto, in piazza, fra la gente, e interrotta solo durante le due guerre mondiali e il conflitto in Etiopia del 1936 è sempre stata un evento stabile, assumendo di anno in anno più notorietà e attrazione turistica.
“Secoli di satira”, è un viaggio immersivo nella satira politica, nel Carnevale di Viareggio dagli anni Sessanta al Duemila. Racconta la contemporaneità attraverso l’allegorico, il grottesco, il satirico, l’umoristico, grazie agli artisti, che con i loro progetti inediti e con la loro libertà di pensiero diventano opere dissacranti, smascherano la realtà sociale, deridendola.
Nel percorso espositivo trovano posto dei bozzetti realizzati dagli artisti del Carnevale per i carri allegorici e materiali conservati all’Archivio Storico del Museo del Carnevale in Cittadella, dove protagonista è l’interpretazione di grandi avvenimenti, temi e personaggi, politici e non, italiani. Sculture, dettagli in cartapesta, documenti e filmati presenti nella mostra, permettono di comprendere le molteplici sfaccettature di un mondo in evoluzione che fissa le situazioni salienti del proprio tempo.
Infine una sezione mette in evidenzia il fenomeno della satira e il suo linguaggio in divenire che spazia dalla metà del Seicento alla metà dell’Ottocento, con opere provenienti da musei e collezioni private italiane.
I dipinti e le incisioni affrontano il tema della satira sociale con le raffigurazioni grottesche di nani e animali del pittore Faustino Bocchi e le incisioni dell’inglese William Hogarth fino alla serie di stampe satiriche contro Napoleone e Garibaldi.
Sui primi carri degli anni ’60 figuravano opere in cartapesta di Eisenhower, Krusciov, de Gaulle e Macmillan, realizzazioni di Silvano Avanzini, geniale artista che caricaturò gli uomini potenti. Il creativo Arnaldo Galli, raffigurò Amintore Fanfani, che trainava un carretto in cui svendeva disoccupati per pochi soldi. Rappresentazioni che dissacravano in modo geniale il potere in tutte le declinazioni, da Fanfani ad Andreotti, da Berlinguer a Moro, da Craxi a Spadolini, da Pertini a Berlusconi, in compagnia dei più importanti leader del mondo.
Il catalogo della Mostra è edito da La Nave di Teseo.