Firenze – Un 1925 tragico e glorioso allo stesso tempo. Il centenario che è stato ricordato e celebrato oggi, 10 gennaio 2025, alla Fondazione Circolo Rosselli è un centenario ricco di storia e di avvenimenti che devono essere ricordati sempre, ma in particolare nei momenti di trasformazione delle democrazie. A riassumere ciò che significò per il Circolo fiorentino il gennaio del 1925, il suo Presidente, Valdo Spini, nel corso dell’evento per la ricorrenza organizzato nella sede di via degli Alfani, a Firenze.
“Il 5 gennaio il prefetto di Firenze dichiarava sciolto per motivi di ordine pubblico il Circolo di Cultura in quanto le sue attività, “provocando giuste rimostranze nel partito dominante…”, potevano dare luogo a gravi perturbamenti dell’ordine pubblico – ricorda Spini – e bisognò aspettare la liberazione di Firenze, nell’agosto del 1944, per vedere di nuovo il Circolo, già ricostituito a settembre, riaprire le sue attività, con una conferenza introdotta da Piero Calamandrei”.
Il Presidente della Fondazione Valdo Spini
La riapertura del Circolo contò molti vuoti fra le sue fila. “I suoi animatori, Carlo e Nello Rosselli erano stati uccisi a Bagnoles de l’Orne il 9 giugno 1937 e a loro i soci superstiti intitolarono il Circolo, appunto il Circolo di Cultura politica fratelli Rosselli, che sarà eretto in Fondazione nel 1990”.
Tuttavia, l’azione dei fratelli Rosselli, Gaetano Salvemini, Ernesto Rossi e Nello Traquandi non era finito con lo scioglimento del Circolo di Cultura, ordinato il 5 gennaio 1925. ” Immediatamente, nello stesso mese di gennaio – ricorda ancora Spini – iniziarono a pubblicare il ‘Non Mollare’, il primo giornale clandestino anti fascista d’ Italia. Il ‘Non Mollare’ riuscì a pubblicare 22 numeri, fino a che, nella notte tra il 3 e il 4 ottobre 1925, si scatenò una caccia all’uomo nei confronti dei diffusori o sospetti tali, che portò all’uccisione degli esponenti socialisti Gaetano Pilati (già deputato) e Gustavo Console (membro della deputazione provinciale) e del repubblicano Giuseppe Becciolini. Il fatto ispirò il romanzo di Vasco Pratolini, ‘Cronache di poveri amanti’, da cui fu tratto nel 1953 l’omonimo film di Carlo Lizzani”.
Un momento dell’incontro
Dopo la notte del 3 ottobre la vita dei Rosselli a Firenze divenne impossibile. “Carlo Rosselli si spostò a Genova e poi a Milano dove nel dicembre 1926, insieme a Sandro Pertini e Ferruccio Parri organizzò l’espatrio clandestino dall’Italia dell’anziano leader socialista Filippo Turati. Se non consideriamo i venti anni di chiusura forzata durante il regime fascista, possiamo dire che la Fondazione Circolo fratelli Rosselli rappresenta una delle istituzioni culturali più longeve della città di Firenze, proiettata a livello nazionale”.
Conclude il presidente Valdo Spini: “È giusto ricordare questi avvenimenti del centenario 1925-2025 proprio perché si abbia piena nozione di cosa è stato il regime fascista, della violenza con cui si è instaurato e perché le nuove generazioni possano apprezzare a pieno cosa significa godere della libertà e della democrazia”.