Pisa – Il 6 agosto ricorda il misterioso e fatidico die de S.Sisto che i pisani ritenevano propizio alle grandi imprese militari. D’Annunzio ne La Canzone del Sacramento, per sottolineare la solennità della spedizione intrapresa nel 1088 dalla Repubblica marinara contro re Temin (Timino) sovrano berbero della Tunisia e che appare antesignana delle crociate, scrive.
E il giorno di San Sisto
era per i Pisani, a mezza state[i].
La rocca di re Timino nella Cronaca di Ranieri Sardo del 1399 era descritta come luogo particolarmente munito, sopra rocce inespugnabili, congiunte alla terraferma da un istmo sottile. Un’alta muraglia, un fosso, sette torri e un mastio la difendevano. Il re — secondo narra l’Anonimo — nutriva nei serragli gran numero di temibili leoni.
A rendere ancora più formidabile l’impresa di Pisa, Genova e Amalfi D’Annunzio sottolinea:
Poi forzaron le rupi ed i leoni.
Nel corso della sua storia, in varie altre occasioni, la flotta pisana scelse appunto questa data che riteneva propizia, per dare battaglia.
Il 6 agosto aveva colto i suoi più importanti successi. A partire dal 1003, quando Pisa sconfisse i saraceni presso Civitavecchia; successo replicato tre anni dopo, sempre il 6 agosto, al largo della costa calabra. Inoltre, il 6 agosto 1063 i pisani assalirono Palermo, capitale della Sicilia saracena: una ,vittoria che a Pisa fu celebrata con l’inizio della costruzione del celebre Duomo. Poi, il 6 agosto 1087, da Pantelleria raggiunsero il Nord Africa e nel 1114, sempre in quello stesso giorno compirono l’impresa delle Baleari narrata nel Liber maiolichinus de gestis pisanorum illustribus
Ma nel 1284 proprio il 6 agosto, presso le secche della Meloria la flotta pisana fu battuta da quella genovese nella più grande battaglia navale del Medioevo.
Merita ricordare che da alcuni anni una delegazione pisana si reca a Genova nel Campo Pisano per rendere omaggio ai caduti, poi la commemorazione prosegue a Pisa, al Porto di Marina di Pisa e nella splendida Chiesa di S.Sisto in Cortevecchia (XII secolo) presso Piazza di Cavalieri.
In realtà, le die di S.Sisto, questa data “propizia” già nel 1136 a Salerno era divenuta infausta perché presso Salerno e dopo che aveva occupato Amalfi l’armata pisana fu sconfitta da Ruggero di Sicilia.
Nel 1282 la data del 6 agosto tornò ad essere fausta perché la flotta pisana sconfisse quella genovese a Portovenere e questo creò nuova fiducia nel giorno di S.Sisto ma due anni dopo la situazione fu, appunto, ribaltata alla Meloria.
Circa i motivi della rivalità tra Pisa e Genova, il medievista Antonio Musarra autore del saggio ricorda che essa era incentrata sul controllo delle rotte tirreniche ma si estendeva anche all’ intero Mediterraneo e, in particolare al Vicino orientale che vide Pisa, Genova e Venezia scontrarsi per il controllo commerciale del litorale crociato. In particolare ad Acri, la capitale del regno latino di Gerusalemme.
Per quanto riguarda le conseguenze della battaglia il Prof. Musarra ha sottolineato che la Meloria non segnò l’arretramento definitivo della presenza pisana sul mare. E se i genovesi dimostrarono la propria superiorità navale, Pisa, tuttavia, “mantenne una certa capacità di sviluppare una micidiale guerra di corsa “ .e, nonostante la crisi demografica dovuta alle migliaia di prigionieri reclusi nelle carceri genovesi, riuscì a rialzarsi sfruttando il contrasto fra Genova e Venezia che avrebbe occupato buona parte dl decennio successivo
[i] La Canzone del Sacramento in G.D’Annunzio, Laudi del cielo della terra del mare e degli eroi, Libro IV. Merope,Milano Fratelli Treves Editori,1912.