Perché non possiamo non dirci abbadiani, anche quelli che manco sanno chi sia o che mai hanno varcato col piede la soglia d’ingresso del Valli. La sostituzione del direttore artistico dei Teatri Daniele Abbado sta ricompattando il mondo politico e culturale di casa nostra, poco abituato in verità alle analisi contro corrente.
Nel giorno in cui Abbado si fregia di un “importante” riconoscimento quale miglior regista agli International opera awards di Torre del Lago, che una parte della stampa si affretta a definire l’Oscar della lirica (non è che uno tra i non pochi concorsi del settore), il consigliere comunale della Lega Nord Gianluca Visci annuncia di voler portare il “caso” in consiglio comunale con una specifica interrogazione. Chiedendo pubblicamente “le motivazioni politiche-strategiche” della sostituzione. E lamentando il rischio che altri soci, vista la clamorosa defenestrazione, abbandonino un già di per se stesso compromesso settore.
In realtà l’assottigliamento delle risorse private ai Teatri è una delle cause (e non sarà l’effetto) del termine di un rapporto, quello dei Teatri con Abbado, evidentemente non più sostenibile economicamente. Certo dispiace perdere una personalità di talento ma ricordiamo che la parabola discendente è già imboccata da anni, Abbado presente, causa crisi economica. A tutti gli abbadiani della prima e dell’ultima ora ricordiamo che forse c’è un modo per farlo restare: fate una colletta e pagategli voi lo stipendio