Il Vangelo apocrifo:”Io sono la vite, voi i tralci”

Una parabola contenente un Principio Universale, semplice da comprendere, difficile da praticare

Il Vangelo apocrifo:"Io sono la vite, voi i tralci"Garretto Mario

Nei Vangeli ci sono decine di parabole che contengono i valori universali, le Leggi Universali. La profonda spiritualità di molte di esse veicola concetti relativi solo all’assoluto. Quali e quante sono le Leggi Universali? Nessuno di noi lo sa. Sono tante, sono il Tutto. La nostra esistenza, tutto ciò che ci circonda, è frutto di una creazione volontaria, divina, regolata da Leggi assolute con le quali Dio ha dato vita e valore al Tutto. Del quale, il Tutto, noi sappiamo ben poco. Cristo ha tentato di spiegarcelo. Anche in questa parabola ci rivela un assioma assoluto, discretamente facile da intuire ma difficilissimo da mettere in pratica: Dio è Amore assoluto. Tutto il creato e i creati sono all’interno di una creazione concepita con amore, ma nella quale noi, esseri umani, deputati a ri-diventare Angeli del Signore dobbiamo impararne ex-novo le regole e le vie, partendo da zero. Lo zero è l’ambiente della materia, nel quale siamo precipitati per il peccato di superbia, o favolisticamente descritto come peccato originale. Un peccato che non ereditiamo, altrimenti sarebbe un’ingiustizia divina, ma che tutti, e diciamo tutti noi che vestiamo di materia, abbiamo a suo tempo commesso. Cristo ci dice che se rimaniamo all’interno dell’amore, ne facciamo un sistema di vita, lo mettiamo in pratica, prima di tutto su di noi, poi nella famiglia di origine e in quella che andremo a formare, e nello stesso tempo nella società con le sue tante relazioni sociali, probabilmente saremo i tralci della vite che il Padre poterà per renderlo migliore. Perché rimanere in Cristo? Perché lui è il Figlio, e il Padre è in Lui, e lui dice e fa le cose che farebbe il Padre. Le dice nella giusta forma affinché noi comprendiamo e le fa nella giusta misura che il Padre gli suggerisce. Il percorso vitale di Gesù, il Cristo, testimonia la profonda immedesimazione che esiste fra Lui e il Padre: Dio. Un attento ricercatore può rilevare già da questo la divinità di Gesù. Si potrebbero escludere tutti i miracoli e la risurrezione e il giudizio finale non cambierebbe. Esiste una costante nella predicazione di Gesù: il richiamo all’assoluto, alla Leggi Universali che governano la nostra esistenza. Gesù parla all’umanità tutta e non a un singolo uomo o donna, a un singolo gruppo, a un solo popolo, ma a tutta l’umanità e di conseguenza al Tutto. Perché in questi duemila anni non ci sono nell’umanità risultati tangibili? Perché la religione ha deviato il messaggio di Cristo. Il messaggio di Gesù è basato sulla nostra trasformazione personale prima di tutto. La conversione ai valori cristiani non significa aderire a una religione ma alla trasformazione di noi stessi: da uomini fatti di materia, con tutte le sue implicazioni, a spiriti divini. In breve, così come siamo non ce la faremo mai se non lavoreremo su noi stessi per diventare migliori di quello che siamo. Non servono preghiere, ne sono state dette un’infinità e non hanno dato risultati. Necessita lavorare su noi stessi, cercare di diventare più intelligenti di quello che siamo oggi, nel senso che dobbiamo farci guidare più dalla ragione che dai sensi. E la ragione attinge dalle conoscenze imparate e dalle verità riconosciute per suggerire le strade da percorrere. Le esperienze, sia che siano gioie o che siano dolori, saranno la biblioteca della coscienza. L’insegnamento di Gesù la stella polare che guiderà il nostro cammino. Da ogni errore potremo rialzarci per camminare, da ogni atto giusto un passo sulla scala che ci porterà nel Regno.

Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv. 15 – 1,8)

“Io sono come una vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia via; e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché frutti in abbondanza.

Voi siete già purificati per la parola che vi ho rivelato. Se rimanete in me, io rimarrò in voi. Così come il tralcio non può recare frutto da se stesso se non rimane nella vite, cosi sarà anche di voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci.

Chi rimane in me io rimango in lui e questi porterà molto frutto, perchè senza di me non potrà far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio. Si raccoglie quando è diventato secco, si getta nel fuoco e si brucia. Chiunque rimane in me, e trattiene le mie parole affinché rimangano in lui, potrà chiedere quello che vorrà e gli sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: Che voi diventando miei discepoli e portiate molto frutto.

Commento. “Così come il tralcio non può recare frutto da se stesso, se non rimane nella vite, cosi sarà anche di voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci”. Può succedere di scambiare le verità per delle profezie soprattutto quando queste combaciano. La Verità rappresenta il Tutto. Quindi, è nello stesso tempo anche profezia. Si concepisce il Tutto in quelle Verità che contengono sia il Principio sia la Fine. Solo così si possono esprimere le Verità, e raccontare le Parabole che le contengono come ha fatto Gesù, unico caso nella storia umana. Inoltre esse si rivolgono alla creazione e ai creati nello stesso modo, con il medesimo linguaggio. La Verità non parteggia per nessuno, non fa distinzioni di sorta, non giudica nessuno. Il giudizio finale non è emesso da un Giudice terzo, ma sarà il percorso fatto, gli atti compiuti, le parole dette, il giudice infallibile che emetterà la sentenza. Nessuno di noi può dire, inoltre, che l’evoluzione dei comportamenti dell’umanità abbia portato alla risoluzione dei problemi della convivenza e dell’affratellamento fra i popoli. Il fallimento delle religioni, dei sistemi politici è più che evidente, e non sono compensati dalla scienza e dalla tecnologia. Non esistono aspettative ottimistiche sul futuro, le previsioni che si fanno, non solo in termini spirituali, sono tutte negative. Mi auguro che non si scambi ciò che io considero realismo, in pessimismo. Le fonti primarie della vita sono nell’acqua, sempre più inquinata, nell’aria, anch’essa sempre più portatrice d’inquinamento senza contare a quanta ne bruciamo. Poi che dire degli ecosistemi che convivono con noi sul pianeta. Che fine stanno facendo a causa nostra? E che dire della “democrazia?” Venduta all’economia! Tutto si è venduto, o è venduto, all’economia. E l’economia è un tiranno! Non esiste un’economia amorevole. L’economia è, di fatto, Mammona. Per uscire da questo dramma l’umanità deve convertirsi ai valori spirituali: “Non si da il governo dei buoi ai buoi, ma a qualcuno di loro superiore, l’uomo”. Così si può dire dell’uomo che per essere perfetto ha bisogno dell’integrazione divina. Questo ci sta dicendo Cristo in questa parabola e ai più recalcitranti ad accettare questa evidente verità suggerisco di leggere con attenzione i Vangeli. Qualcuno vede qualche traccia di amore, dell’Amore divino, tanto predicato da Cristo nella nostra storia, nei nostri comportamenti? Se si arriverà a una qualche fine del mondo, non sarà per mano divina ma nostra. Per consolarci non potremo dire che non eravamo stati avvisati, che non lo sapevamo. Esiste una parte dei nostri scienziati, ogni tanto, che scrive di queste possibilità in termini laici, ma anche le loro sono voci lontane, forse anche fastidiose.

Total
0
Condivisioni
Prec.
La Trenkwalder con la testa già in A non salva Forlì

La Trenkwalder con la testa già in A non salva Forlì

Biancorossi già in vacanza

Succ.
Amaro granataLa Reggiana e un campionatotra rimpianti e silenzi

Amaro granataLa Reggiana e un campionatotra rimpianti e silenzi

1-0 al Lumezzane grazie ad un rigore del solito Alessi senza il quale chissà

You May Also Like
Total
0
Condividi