Amaro granataLa Reggiana e un campionatotra rimpianti e silenzi

1-0 al Lumezzane grazie ad un rigore del solito Alessi senza il quale chissà dove sarebbero finite le sorti dei granata in uno stadio Città del Tricolore ormai ridotto ai minimi storici in fatto di pubblico. Ed il pochissimo presente ha accompagnato l’ultima prestazione della Reggiana tra fischi e silenzi in un clima che la dice lunga sulla delusione che regna nella reggio calcistica. La Reggiana si colloca al nono posto, a metà classifica dunque ma le ambizioni di inizio stagione, coi soliti roboanti proclami d’agosto, erano ben altri. In mezzo ad una stagione da dimenticare in fretta anche il cambio d’allenatore da Mangone a Zauli senza che nessuno, salvezza matematica a parte guadagnata a due giornate dalla fine, se ne sia accorto troppo, almeno sul fronte del gioco. E’ già tempo di guardare al futuro che si annuncia carico di incognite; di soldi in cassa non ce ne sarebbero granché e si sa che senza quelli non si va lontano. Allora la parola d’ordine è puntare sui giovani sullo sfondo dello slogan “la squadra non è da rifondare” ma basta qualche ritocco qua e là. Da leggersi sulla scia del discorso di chi non naviga nell’oro; poi l’incognita dell’allenatore. Zauli sì, Zauli no. Infine da quest’anno anche un rapporto d’amore un po’ da rivedere tra la Reggiana ed il suo pubblico, sempre più scarso e freddo quando non apertamente contestatore. Insomma non sarà un’estate facile.

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