Il Vangelo apocrifo: i due Giovanni e la legge divina

Storia e simbologia di due grandi: Giovanni Battista e Giovanni Apostolo. Titani del Libro sacro

Mario Garretto

Finalmente arriva Giovanni l’Apostolo. Rappresenta una occasione per fare, un po’ di chiarezza sui due Giovanni e sul Vangelo dell’Apostolo.

I due Giovanni. Piccola sintesi dei testi letti e  studiati, e purtroppo devo dire che più se ne leggono e più aumenta la confusione. Ogni storico dice una sua verità, espone una sua teoria, e può capitare che entri in contraddizione con se stesso, senza contare i casi  di vergognosi taroccamenti delle testimonianze associate ad interpretazioni per tirare acqua al proprio mulino. Vanno bene le ricerche, vanno bene le analisi dei testi, ben vengano le nuove scoperte archeologiche, che poi non devono assolutamente rimanere segrete. Ma le speculazioni no! Mah. Non si sa più di chi fidarsi.

Giovanni Battista è figlio di Elisabetta, sorella della madre di Maria. Giovanni l’Apostolo è figlio di una sorella di Maria, madre di Gesù e più giovane di Lui di 7-10 anni. Il suo Vangelo si differenzia da tutti gli altri per il tessuto Teologico. E’ un Vangelo costruito e interpretato, con tutta probabilità, dai discepoli di Giovanni a Efeso. Si dice scritto da Giovanni “il giovane” ma probabilmente hanno contribuito diversi discepoli. Pubblicato in lingua greca dopo la sua morte attorno all’anno 100 d.C. Aggiungo che questa redazione (Il Vangelo di Giovanni) viene fatta su testimonianze dirette dell’Apostolo. Lo si nota in alcune parabole e in parti della storia raccontata, la dove emergono le emozioni di una profonda fede che solo chi è stato testimone oculare dei fatti accaduti può provare.

Il Vangelo di Giovanni, in definitiva è un sommario. Nella sua Teologia interpreta la figura di Cristo come: “Dio-con-noi”, ne raccoglie il messaggio spirituale, cosa che gli altri evangelisti hanno difficoltà a fare, in concetti che esprime, non solo per dare la giusta visione del Gesù-Dio e del Cristo-Uomo, ma anche per correggere, non senza polemica, passi delle scritture: “In principio era il Verbo”; “Dio nessuno l’à mai visto”. Giovanni non risparmia correzioni nemmeno alla predicazione di Pietro (il primo Papa): “Mi vuoi bene tu? Pasci le Mie pecore” (che non sono tue), ed è in disaccordo polemico con Paolo.

Nasce il Cristianesimo. Il Cristianesimo porta nella storia dell’umanità una rivoluzione. Lo fa ribaltandone i valori, non più valori materiali ma spirituali. Non più la legge “Occhio per Occhio” ma un’unica grandiosa legge: la “Legge d’Amore”. Una legge assoluta, e mai relativa. Con la venuta di Gesù, il Cristo, cielo e terra si uniscono, spirito e materia si confrontano, vita e morte si affratellano. Cristo, con le sue parabole, e con i suoi miracoli, incarna la divinità: “Nessun altro nella storia dell’umanità ha fatto le cose che ha fatto Lui o detto le cose che ha detto Lui!”

Giovanni 1 – 18,29 (testo CEI)

Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: “Chi sei tu?” Egli confessò e non negò, e confessò: “Io non sono il Cristo”. Allora gli chiesero: “Che cosa dunque? Sei Elia?” Rispose: “Non lo sono”. “Sei tu il profeta?” Rispose: “No”. Gli dissero dunque: “Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?” Rispose: “Io sono una voce che grida nel deserto: Preparate la via del Signore,” come disse il profeta Isaia. Essi erano stati mandati da parte dei farisei. Lo interrogarono e gli dissero: “Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?” Giovanni rispose loro: “Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, uno che viene dopo di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo”.

Commento: Le leggi divine sono innanzi tutto logiche, razionali, matematicamente perfette. L’evoluzione spirituale dell’uomo, parallelamente a quella materiale, ma al servizio del fine del -perché della vita-, ha un inizio certo e di conseguenza il suo svilupparsi: -l’evoluzione-, è in armonia con il –perché della vita- sino al traguardo finale. Gesù dirà successivamente a Giovanni che si deve adempiere ad ogni “giustizia”. Ogni evento, per rappresentare la “Verità”, deve basarsi su delle certezze universali –assolute- e non su opinioni personali. Utilizzando il “Principio di non contraddizione” si possono individuare i punti dove il pensiero umano si differenzia da quello divino, e anche la dove il profeta si esprime in contraddizione con le leggi di Dio che sono sempre –assolute- e mai relative. I relativismi (le opinioni) sono distorsioni spesso create a favore di questo o quel gruppo religioso per giustificarsi, per motivarsi, per ingannare: “non si possono servire due padroni”, dirà Cristo. Quanto aveva ragione! Quindi, il battesimo, nella sua interpretazione spirituale, non vuole indicare l’appartenenza ad una religione, ma l’inizio di una esistenza di rinnovamento spirituale. Non deve essere una imposizione ma la libera scelta di un ideale stile di vita dovuto ad un radicale nonché rivoluzionario cambiamento della visione del mondo e della propria esistenza. Il battesimo, nella sua forma rituale, invece, è, e rimane, solo una cerimonia religiosa che segna l’entrata: appartenenza, in una cerchia di persone, in una società. Non avrà nessun valore spirituale se non sarà seguito dall’educazione alle Leggi Divine, e se uno ci pensa bene può accorgersi che Dio, in quanto Dio, può emanare solo una Legge, per non cadere in contraddizione con se stesso: la Legge dell’Amore. Giovanni è il precursore, e come lui ci conferma con le sue affermazioni, è un profeta illuminato e attesta con le sue dichiarazioni di essere conoscitore e partecipe al disegno divino. Quanta sapienza nelle sue parole e anche quanta umiltà emerge dalla verità che annuncia. Non esiste nella storia di tutta l’umanità un profeta illuminato nello spirito in questa misura e così devoto alla sua causa.

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