Pd al Governo regionale in rappresentanza del 17% dei cittadini

Sette reggiani in consiglio regionale: quattro del Pd, Rossi, Mori, Soncini e Prodi del Pd. Torri di Sel, Delmonte della Lega e Sassi dei Cinque stelle. A Brescello va alle urne solo il 27% degli aventi diritto e il Pd prende il 44%
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Andrea Rossi al voto
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Roberta Mori al voto
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Vista l’affluenza, ai seggi c’è tempo per le facezie

Stefano Bonaccini è il nuovo governatore dell’Emilia Romagna con il 49,05% dei voti. Il Partito democratico conquista il 44,52% dei consensi, Sel il 3,23%, Emilia Romagna civica l’1,49% e Centro democratico-Democrazia solidale lo 0,43%. Il candidato del centrodestra Alan Fabbri ottiene il 29,85% dei voti: Lega Nord 19,42%, Forza Italia 8,36%, Fratelli d’Italia 1,91%. Il Movimento 5 Stelle che sosteneva Giulia Gibertoni si ferma al 13,30%. L’Altra Emilia Romagna conquista il 4%, Ncd il 2,66% e Liberi Cittadini l’1,12%.

Le percentuali del voto in provincia di Reggio vedono il Pd (con Sel e altre due liste) al 55,77%, la Lega Nord al 23,42%, i 5 stelle al 13,96%, l’Altra Emilia Romagna al 4,11, Ndc e Udc al 2,44.

In provincia di Reggio, l’ex sindaco di Casalgrande Andrea Rossi ha raccolto 8.747, seguito dalla consigliera uscente e ricandidata Roberta Mori con 7.564 preferenze raccolte e dall’ex consigliera comunale di Albinea Ottavia Soncini, con 6.150 preferenze. Quarto posto per Silvia Prodi (la più votata nel comune capoluogo) che, con 4.792 preferenze, scavalca l’ex presidente nazionale di Cna Ivan Malavasi a 4.242. Fabrizio Benati infine chiude con 2.740 preferenze.

Anche il reggiano Yuri Torri, di Sel, approda in Regione con 479 preferenze.

Per la Lega Nord primo posto per preferenze a Gabriele Delmonte con 796.

Per il Movimento 5 Stelle, Gian Luca Sassi ottiene 871 preferenze.

Male Forza Italia con Giuseppe Pagliani che non ce la nonostante 2.634 preferenze.

A livello di liste partitiche, in provincia di Reggio il Pd strappa ancora la maggioranza assoluta, con il 50,59 %, mentre la Lega diventa il secondo partito (15,52) e il MoVimento 5 Stelle il terzo (13,84). Clamoroso il crollo di Forza Italia, precipitata al 6,34 % nonostante l’imponente investimento pubblicitario del capolista Giuseppe Pagliani, per la seconda volta – su due tentativi – fuori dal consiglio regionale. Sel, infine, conquista il 3,52 %; praticamente inconsistente il Centro Democratico–Democrazia Solidale (0,86).

Degno di nota è un piccolo esame sulle percentuali dell’affluenza. In regione Reggio Emilia si piazza male: terzultima (35,98 %), davanti solo a Parma (34,03 %) e Rimini (33,45 %) in un quadro generale che vede Ravenna unica provincia sopra il 41 % (41,30).

Ma la nota più curiosa è la disaggregazione dei dati all’interno della provincia di Reggio, dove emerge ad esempio la percentuale di affluenza del comune di Brescello: 27,73 %. Con il Pd che prende il 44,74 %. Il caso Coffrini-Grande Aracri, e la seguente polemica sulle infiltrazioni mafiose sul territorio, hanno evidentemente seminato sconsolazione. C’è però chi, in provincia, ha fatto peggio: Villa Minozzo, dove si è recato alle urne il 27,33 % degli aventi diritto.

A tenere in alto, più in alto di tutti, la bandiera è la rossa Fabbrico (dove il centrosinistra arriva al 64,58 % contro il dato provinciale del 55,77 %) con il 44,55 % di affluenza.

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