La risposta è arrivata. Syriza, Podemos, Movimento 5 Stelle, FPOE, Front Nazional, UKIP, Brexit e potremmo andare avanti citando le sigle che hanno stravolto la politica europea da est a ovest.
Con forme, origini, valori ed effetti diversi. Ma con un unico punto in comune: rappresentare il dissenso a governi che hanno smesso da tempo di incidere sulla vita delle persone. E’ banale e sbagliato parlare solo di populismo.
E’ una semplificazione che legittima gli errori ed assolve le classi dirigenti. La politica ha senso se è capace di migliorare le nostre vite, la sinistra ha senso se non si appiattisce su regole finanziarie ed equilibrismi. Dimostrando di voler tutelare i più deboli.
E per farlo, bisogna toccare i più forti. L’idea – che purtroppo ha prevalso nella sinistra europea degli ultimi 20 anni – che il cambiamento passi per la fine di ogni conflitto, ha aumentato le disuguaglianze ed aperto un conflitto ben più rilevante.
Quello tra la classe dirigente europea e la maggioranza dei cittadini.