Si è ulteriormente ridotta dell’1,7% nel primo semestre 2013 l’occupazione provinciale, rispetto allo stesso periodo del 2012. Da 196mila addetti agli attuali 192.700: e sono i settori dell’industria, dell’agricoltura e delle costruzioni a pagare maggiormente in fatto di forza lavoro mentre tengono le public utilities, energia elettrica, gas, acqua, gestione rifiuti e reti fognarie. I dati arrivano dall’Ufficio studi della Camera di commercio e parlano di un crollo complessivo del lavoro, dal 2008 ad oggi, del 10% nell’industria, del 12% nelle costruzioni e del 5% nell’agricoltura. All’interno del settore industria, la flessione più importante è del legno-mobili, poi del tessile-abbigliamento e del ceramico mentre il settore metalmeccanico (che da solo rappresenta il 55% dell’industria) mostra un calo dell’1,5%. E mentre riescono a tenere il passo l’informatica e le telecomunicazioni, la sanità e i servizi sociali, per la prima volta cedono il passo anche la ristorazione con un 2,6% ed il commercio a causa delle riduzioni di consumi e trasporti