
Ci sono momenti in cui pesare (e pensare) le parole non è solo opportuno ma necessario. E’ bene che se lo mettano in testa i parlamentari del Movimento 5 Stelle se non vogliono essere corresponsabili del tracollo definitivo dell’economia italiana. A cominciare dal capogruppo M5S alla Camera Roberta Lombardi, che ha definito una “porcata di fine legislatura” il provvedimento del governo che consente lo sblocco dei pagamenti della pubblica amministrazione verso i fornitori.
Un “regalo alle banche” ha tuonato la Lombardi, che ha snocciolato una serie di dubbi e riserve seguita dal capogruppo al Senato Vito Crimi: “Prima le imprese, poi le banche”. Se non ci fosse davvero poco tempo, si potrebbe discutere a lungo sulla natura del provvedimento d’urgenza. Il problema è che il tempo è scaduto: o le pubbliche amministrazioni hanno la liquidità per salvare le imprese oppure l’Italia chiude per fallimento.
In questa polemica si è distinto il ministro dell’Economia Vittorio Grilli che ha risposto così ai Cinque Stelle: “Se si introduce questo principio la possibilità per le imprese di ricevere credito sparisce. Bisogna pensare a una sequenza: prima i pagamenti alle imprese, poi alle banche. Nel frattempo, il provvedimento per pagare i debiti della Pubblica amministrazione – ha detto il ministro – serve a «immettere liquidità nel sistema economico e a far ripartire più rapidamente la domanda interna già da metà dell’anno in corso”.
A Grilli rispondono le parlamentari reggiane del Movimento 5 Stelle Maria Mussini e Maria Edera Spadoni che gettano acqua sul fuoco: “Prendiamo atto con favore delle dichiarazioni appena espressa del Ministro Grilli, il quale ha dichiarato che sia “necessario pensare ad una sequenza prima alle imprese e poi alle banche”.
“In relazione alle ulteriori dichiarazioni del ministro Grilli (“sarebbe pericoloso introdurre il principio che le banche non vangano pagate”), – scrivono le parlamentari – teniamo a precisare che tale principio da noi non è mai stato affermato e ne sono testimoniate. Le nostre esatte parole in data 26 marzo espresse sui social network da Vito Crimi e da tutti ribadite sono state: “Le banche dunque, che legittimamente dovranno rientrare per i capitali anticipati agli imprenditori che si erano già rivolti a loro a fronte dei mancati pagamenti da parte della pubblica amministrazione, almeno per questa volta attendano il loro turno”. A fronte dunque delle dichiarazioni del ministro Grilli, ci attendiamo ora la massima trasparenza in Commissione e in Parlamento sulla questione. Riteniamo necessario conoscere in anticipo a quanto ammontano i crediti vantati dalle banche ed attendiamo che venga specificato chiaramente che nella prima tranche dei finanziamenti 2013 la priorità venga data ai pagamenti alle piccole e medie imprese”.