“Acqua pubblica”: la grande mistificazione

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Schieppati arringa i protestatari dell’acqua pubblica dando le spalle a palazzo municipale

Forse non tutti sanno che la concessione a Iren per la gestione del Servizio Idrico Integrato (SII) è scaduta a fine 2011.  Cosa è avvenuto nel frattempo ? A fine 2012 i nostri amministratori locali hanno deliberato di ripubblicizzare il servizio, scorporandolo da Iren e affidandolo ad una gestione interamente pubblica, coerentemente con l’esito del Referendum. E poi ?

Poi ci hanno preso in giro per 4 anni: indicando questo obiettivo nei loro programmi elettorali sulla base dei quali sono stati eletti nel 2013,  mettendo nero su bianco (la segreteria del PD) che la proprietà del nuovo soggetto gestore sarebbe stata interamente pubblica, che i profitti sarebbero stati reinvestiti  e che i cittadini avrebbero partecipato attivamente alla gestione e al controllo del servizio, commissionando a un soggetto tecnico indipendente uno studio per verificare la fattibilità della ripubblicizzazione  che ha dimostrato inequivocabilmente che  questa non solo era possibile, ma sarebbe stata un ottimo affare per la comunità reggiana….per poi cambiare idea a fine 2015 e fare l’esatto contrario.

La brillante conclusione sarà l’affidamento a una società mista pubblico-privata, che ci viene venduta come l’alternativa alla gara (privatizzazione tout-court), ma attenzione ! Non sarà la società mista (foglia di fico formale) a gestire il servizio, ma interamente il socio privato. Nella sostanza non cambierà nulla quindi rispetto ad oggi: l’acqua reggiana sarà gestita da una società quotata in borsa, a cui andranno interamente i (lauti) profitti. I Comuni eserciteranno solo un controllo formale, i cittadini saranno esclusi da qualsiasi forma di partecipazione.

Per “giustificare” il totale cambio di rotta hanno inanellato tante mistificazioni che ci vorrebbe ben altro spazio per renderne conto, l’ultima delle quali è volerci far credere che i criteri di scelta (gara) del partner privato saranno tali da garantire ai Comuni il diritto di nominare il Presidente della futura società mista e di determinare la destinazione degli utili, cosa del tutto inverosimile.

Ma non è finita: per partorire questa entusiasmante soluzione ci vorranno ancora mesi e mesi (anni ?) di percorso burocratico in cui si accumulano ritardi su ritardi, durante i quali Iren continua a godere di una proroga illimitata, e se poi la pratica dovesse andare troppo per le lunghe l’organismo regionale di controllo si riserva di imporre la gara secca per la concessione a privati. Siamo sicuri che non sia proprio questa la conclusione a cui in realtà i nostri amministratori puntano, dopo tanto fumo negli occhi ?

A scanso di equivoci, è stata fatta votare nei mesi scorsi ai Comuni reggiani una delibera che spiana la strada alla cessione di quote di Iren per fare cassa. Il preteso “controllo” su questa azienda quotata in borsa da parte dei Comuni è quindi sempre più una barzelletta.

 

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