Dovrebbe essere Emilbanca (secondo il Corriere) a soccorrere il traballante Banco Cooperativo Emiliano nato dalla fusione tra Banca Reggiana e Bcc di Cavola e Sassuolo.
L’Istituto con 19mila soci e 42 sportelli tra Reggio e modena aveva chiuso il 2014 con 14 milioni di euro di perdita ripianati con un prestito obbligazionario subordinato di 10 milioni sottoscritto da tutte le Bcc dell’Emilia Romagna. In rosso anche il 2015 per 11 milioni mettendo a rischio la stabilità dell’Istituto che ha sottoscritto l’impegno a realizzare un piano di risanamento con una nuova ricapitalizzazione di altri 10 milioni entro il 2016.
Emilbanca è la maggiore delle consorelle banche cooperative emiliano-romagnole ed anche la più solida. Si accollerebbe in parte la ripatrimonializzazione dei cugini reggiani per poi inglobarli dando il via ad un valzer di fusioni con l’obiettivo di mettere al sicuro le 4 banche regionali coi conti in disordine.