Il Wwf di Bologna e l’Unione bolognese naturalisti hanno presentato un esposto in procura sull’abbattimento di piante lungo il Savena, nel comune di Pianoro.
Si tratta di circa 50mila alberi, tagliati in gran parte tra agosto e ottobre 2014. Paolo Pupillo, professore emerito e presidente dell’Unione bolognese naturalisti, parla in proposito di numeri “impressionanti: 2.000 tonnellate di alberi abbattuti, 25 ettari di vegetazione distrutti, e circa 2.500 tonnellate di Co2 riemesse in atmosfera”. Insomma “un autentico disastro, che si sta verificando anche in molte altre zone del Paese, e di fronte a cui non ci e’ sembrato giusto chiudere gli occhi”. Da qui la decisione di presentare un esposto, portando così la vicenda davanti alla magistratura.
I lavori, spiega Pupillo, “sono stati commissionati dal Comune ad alcune ditte, stabilendo un corrispettivo a compensazione: le aziende non venivano pagate, ma potevano tenersi il legname, quindi più alberi abbattevano, maggiore era il loro guadagno”. Pupillo sostiene anche come l’atto del Comune fosse “illegittimo, perché i greti dei fiumi fanno parte del demanio della Regione, che infatti ha dovuto mettere una pezza sanando la situazione ex post”. Ora sulla questione si esprimeranno i giudici.