Figuraccia granata: 1-4 col Pordenone

Terza sconfitta consecutiva in casa per la Reggiana: il pubblico comincia a fischiare

Peggio di così, non si poteva fare: la Reggiana perde quattro a uno in casa contro il Pordenone, acuendo una crisi che vede il team di Alberto Colombo alla quarta partita senza vittoria, oltre che alla terza sconfitta interna consecutiva tra campionato e coppa Italia. Una sconfitta pesante, che ha irritato particolarmente il pubblico: per la prima volta nella gestione Colombo, sono arrivati fischi copiosi e cori di contestazione.

Il pubblico è rimasto sconcertato dalla prestazione disastrosa di Angiulli e compagni, che è andata al di là di un punteggio, già di per se pesante. Male, malissimo a centrocampo ed in difesa, dove la Reggiana è affondata, prendendo in un ora un goal in più, di quanti ne aveva presi in undici giornate. Ed a mettere ancor più pepe alle polemiche, arriva anche l’ennesimo rigore sbagliato: un penalty pesante, perché poteva dare il due a due, ma che è stato sparato sulla traversa da Bruccini.

Il Pordenone dei tanti ex granata ha fatto invece un figurone, mettendo sotto la Reggiana dal primo minuto. I neroverdi schieravano nell’undici iniziale ben tre ex giocatori della Reggiana, ovvero, Stefani, Pederzoli e De Cenco, oltre che Michele De Agostini, figlio dell’ex granata Luigi.

La partenza è stata da subito di marca friulana, con Strizzolo che dopo solo due giri di orologio, concede il primo brivido alla tifoseria granata, andando al tiro e mettendo a lato. La rete neroverde comunque arriva puntale al quarto: uno scontro Perilli-De Cenco, giudicato involontario dall’arbitro, aprirà la strada al tiro a botta sicura di Buratto, che viene salvato sulla riga da Parola, la Regia non riesce ad allontanare e sul successivo cross è ancora il numero nove brasiliano del Pordenone a svettare di testa ed a battere perla prima volta Perilli.

Il Pordenone sembra indemoniato e la Reggiana non vede la palla, così subisce anche la seconda rete. Il minuto è il nono: De Cenco questa volta si trasforma in uomo assist e serve a Filippini un pallone d’oro e l’ex Cremonese non ci pensa due volte a punire Perilli, sfruttando l’immobilismo della difesa granata, in versione statuine di Natale con un mese d’anticipo.

Ma la partita non è finita, anche perché il Pordenone gioca benissimo dalla cintola in su, ma in difesa concede parecchio. Il pacchetto arretrato neroverde si fa bucare centralmente da uno splendido pallone che Nolè mette nello spazio, servendo il puntualissimo inserimento di Arma, che si presenta davanti a Tomei e lo fredda con un tiro angolato, che permette al marocchino di tornare al goal dopo un mese di astinenza.

La Reggiana torna in partita e sembra poter agganciare il pareggio al diciassettesimo, quando un netto fallo di mano di De Agostini concede un rigore ai granata: dal dischetto si presenta Bruccini, che a Salò aveva segnato pur tirando molto male. La conclusione del centrocampista è violentissima ma si schianta sulla traversa.

Praticamente, la partita della Reggiana finisce lì. I granata tornano a giocare male, soprattutto a centrocampo, dove era stato confermato Bartolomei davanti alla difesa, scelta che si è rivelata nuovamente infelice. La linea mediana lanciata da Colombo sbaglia una quantità industriale di palloni e non incide sulla gara.

La terza rete arriva poco prima della mezzora, su un calcio di punizione da posizione defilata che Pederzoli batte in porta. Il tiro sembra privo di velleità ma Perilli lo rende letale, trascinandolo in rete con un intervento in presa alta fin troppo goffo.

La quarta rete del Pordenone potrebbe arrivare già nel primo tempo, su una uscita kamikaze di Perilli su Strizzolo, che concede a De Agostini di battere a porta vuota, ma il tiro dell’ex capitano del Prato difetta di precisione. Nella ripresa la Reggiana inserisce Pesenti al posto di Rampi e, successivamente, Maltese al posto di Bartolomei.

La musica non cambia e da una palla persa da Frascatore, arriva il goal numero quattro: tiro di Berardi che viene deviato e schizza in porta, Perilli questa volta compie un buon intervento ma sulla respinta arriva Filippini, che lascia sul posto uno stralunato Spanò e mette in ghiaccio il risultato.

La partita finisce, di fatto, qui. Poco altro da segnalare nella restante mezzora, se non un paio di contropiedi dell’inviperito De Cenco, l’ingresso di Mogos e quello del quarto ex granata del Pordenone, Cosner. Finisce trai fischi del pubblico, che per la prima volta da un anno e mezzo, contesta la squadra e la invita a tirare fuori gli attributi. E sabato si va a Cittadella, contro una delle più accreditate pretendenti alla serie B.

 

PAGELLE:

 

Perilli 5: Incerto in occasione del primo goal, anche se c’è il dubbio di una carica su di lui, è tutto suo il tre a uno, mentre una bella parata non evita la quarta rete. Sembra troppo spesso insicuro, dov’è finito il portiere saracinesca delle prime giornate?

Spanò 4,5: Un disastro, spesso in ritardo ed in difficoltà. Sconcertante l’atteggiamento sulla quarta rete neroverde, quando rimane a guardare Filippini, invece di intervenire sulla respinta di Perilli.

Parola 4,5: Forse oggi aveva mandato allo stadio il gemello scarso. Ne azzecca poche e De Cenco può farsi beffe di lui in più di una occasione.

Frascatore 4,5: Gioca male sia in fase difensiva che in fase offensiva, ove ha l’occasione di crossare in un paio di casi, con risultati sconcertanti. Perde un brutto pallone che porta al quattro a uno.

Rampi 5: Prova qualche discesa sulla fascia destra, riscendo però di rado a rendersi pericoloso. Soffre tantissimo in fase difensiva.

Bruccini 4: Sbaglia il rigore del possibile due pari. Il resto della sua partita è una sinfonia di errori grossolani.

Bartolomei 4,5: Perde una serie infinita di palloni. La sua qualità dei passaggi non è quella di Maltese e davanti alla difesa sembra davvero un pesce fuor d’acqua.

Angiulli 5: Prova anonima e senza sostanza. Solo nel finale prova in un paio di casi ad armare il suo tiro.

Siega 4,5: Arruffone e raramente efficace. Finisce da terzino e lascia il campo trai mugugni del pubblico.

Nolè 6: Complessivamente il migliore. Serve un ottimo pallone ad Arma, è sempre lui a propiziare il rigore, nel finale di tempo si mangia la rete del due a tre. Cala decisamente nella ripresa, dove sparisce a tratti dal campo.

Arma 6: Torna alla rete tagliando alla perfezione su un lancio di Nolè. Sgomita e quanto meno fa vedere di non volersi arrendere.

Colombo 3,5: Si prende tutte le colpe nel dopo partita e sicuramente di demeriti ne ha. La conferma di Bruccini come rigorista si è rivelata una scelta poco azzeccata, così come la riconferma di Bartolomei. Ma la cosa peggiore è che non riesce ad infondere ai suoi ragazzi la necessaria grinta e determinazione.

 

TABELLINO:

 

Reggiana-Pordenone 1-4

Reggiana: (3-5-1-1) Perilli 5 – Spanò 4.5, Parola 4.5, Frascatore 4.5 – Rampi 5 (1°s.t. Pesenti 5), Bruccini 4, Bartolomei 4.5 (15°s.t. Maltese 5), Angiulli 5, Siega 4.5 (43°s.t. Mogos s.v.) – Nolè 6 – Arma 6. All.: Colombo 3.5. A disposizione: Rossini, De Biasi, Di Nicola, Ceccarelli, Castellana, Loi.

Pordenone: (4-2-3-1) Tomei 6 – Boniotti 6, Pasa 5.5, Stefani 6, De Agostini 5.5 – Berardi 6.5, Pederzoli 6.5 – Filippini 7.5 (32°s.t. Valente 6), Strizzolo 6.5 (1°s.t. Cattaneo 6.5), Buratto 7.5 (36°s.t. Cosner s.v.) – De Cenco 7. All.: Tedino 7. A disposizione: D’Arsiè, Ingegneri, Talin, Burazzini, Gulin, Savio.

Arbitro: Riccardo Panarese di Lecce 6.5. Guardalinee: Antonello Mangino di Roma 1 e Alberto D’Alberto di Teramo.

Reti: 4°p.t. De Cenco (P), 9°p.t. Filippini (P), 13°p.t. Arma (R), 28°p.t. Pederzoli (P), 16°s.t. Filippini (P).

Ammonito: 29°s.t. De Cenco (R).

Note: Giornata soleggiata e non troppo fredda. Angoli: 1-1. Recupero 2’p.t e 2’s.t.

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