Acqua “pubblica”: si va alla gara. Il Comitato furente

Bocciata la newco, si sta accantonando anche l’idea di una società ibrida. Iren pronta a gestire il servizio idrico

E’ solo ufficioso, ci mancherebbe altro ma ormai tutto è deciso. Bocciata la newco composta dai comuni, che avrebbero dovuto prendere in mano la gestione dell’acqua scorporandola da Iren, congelato il piano B, quello cioè di una società mista (che avrebbe costi alti ugualmente ma senza vantaggi specifici per gli enti locali), non resta che la gara pubblica. Inevitabilmente in odore di Iren, l’unica che potrà mettere a disposizione strutture e uomini già pronti per proseguire nella gestione tanto contestata.

Ai piani alti di palazzo municipale hanno già deciso, lo sa bene anche l’assessore Mirko Tutino; i numeri di Agenia sulla fattibilità dell’operazione ripubblicizzazione inhouse sono implacabili. Con la necessità del pagamento degli interessi e del rimborso dei prestiti bancari, le tariffe dell’acqua (unico vero motivo per cui lo scorporo avrebbe potuto avere un senso) aumenterebbero sensibilmente. Ma anche il piano B non garantirebbe su questo fronte. Inoltre non servirebbe ad acquietare gli animi dei referendari e dei Comitati, politicamente dati già per persi. Allora perché rischiare l’ibrido?

Quasi tutti i sindaci sono convinti; la pantomima andrà avanti ancora per poco. Poi l’annuncio questa volta ufficiale: abbiamo fatto il possibile ma non resta che la gara. Imbellettata con criteri forse più vincolanti per la mulstiservizi. Con buona pace dei puristi, degli idealisti e dello spirito referendario del 2011.

 

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