Nove vite, come i gatti: sono quelle che dimostra di avere l’aeroporto Verdi di Parma. Lunedì sera, a pochi giorni dall’assemblea dei soci dell’11 giugno che deciderà sulla messa in liquidazione della società di gestione dell’aeroporto (Sogeap), si è infatti tenuto un consiglio direttivo straordinario dell’Unione parmense degli industriali (Upi). E nella riunione è stato dato mandato al presidente Alberto Figna di impegnarsi per mantenere in vita lo scalo per almeno due anni. La notizia è passata anche nel consiglio comunale di ieri, dove è stata annunciata ufficialmente dal consigliere di Civiltà parmigiana Franco Cattabiani.
L’impegno economico richiesto per consentire al Verdi di evitare – ancora una volta – la chiusura ammonterebbe, secondo i numeri forniti dagli stessi amministratori di Sogeap nei giorni scorsi, ad almeno cinque milioni. Domani, dunque, il verdetto definitivo sul futuro dello scalo.
Un lasso di tempo, questo di due anni, che dovrebbe consentire con maggiore tranquillità la ricerca di un socio privato e di un piano industriale che possano garantire un futuro al terminal. Grazie all’ossigeno e al mantenimento della concessione ventennale sarà anche possibile ipotizzare accordi con alteri aeroporti, considerando che sia quello Bologna che quelli milanesi viaggiano verso la saturazione.
Soddisfazione, e un sospiro di sollievo, da parte delle istituzioni locali e dei sindacati di categoria che dopo mesi di brutte notizie e speranze rivelatesi illusorie vedono una luce in fondo al tunnel.