E’ notizia di questi giorni che, nel 2016, tornerà sugli schermi “Twin Peaks”, serie cult del 1990 griffata David Lynch e lanciata dalla domanda-tormentone “Chi ha ucciso Laura Palmer?”. Ma noi, fan sfegatati della prima ora, dopo esserci rivisti i 7 episodi della prima stagione e i 29 della seconda, in una full-immersion delirante almeno quanto le scene nella stanza rossa col nano che balla e parla al contrario, vogliamo rispondere a un’altra domanda: era tutta ‘sta gran roba Twin Peaks?
Risposta: sì. Però.
Fin che si parla del mondo segreto di Laura Palmer, studentessa dalla doppia o tripla vita con l’hobby dell’ “ornitologia”, fra stimati padri di famiglia con vizietti poco edificanti, gufi, boschi, giganti, ballerine, scene oniriche in puro Lynch-Style ok, si rimane lì a guardare. Ma tutto il resto – e di resto ce n’è parecchio – beh, insomma, parliamone.
Tentiamo di mettere un po’ d’ordine.
I miti da sfatare…e da confermare
David Lynch assieme a Mark Frost è l’ideatore della serie, ma non è il regista di tutte le puntate, come pensavamo di ricordare. Anzi, quelle che ha diretto sono solo sei su trentasei.
Vero o falso che c’è anche David “X Files” Duchovny? Vero, nella seconda stagione, nei panni di un bizzarro agente FBI.
Vero o falso che David Lynch compare anche nel ruolo di attore? Vero, e tra l’altro interpreta uno dei personaggi più divertenti, l’agente FBI sordo come una campana.
Vero o falso che Bob, l’ “assassino” (non stiamo svelando nulla, è lui ma non è lui l’assassino) non era un attore professionista? Verissimo, era uno scenografo.
Quello che scricchiola
All’anima della tranquilla cittadina di confine scossa da un brutale omicidio. In realtà a Twin Peaks – capitale mondiale dei tradimenti coniugali – ne succedono di tutti i colori, oltretutto in un breve lasso di tempo: segherie incendiate, gente che rimbambisce o regredisce, messaggi dallo spazio, scomparse misteriose nei boschi, suicidi, rapimenti, estorsioni, ricatti e via andare. E badate bene che la nostra lista è sommaria. E quando si dedicano intere puntate a queste vicende…in tutta sincerità…che noia…
Poi un interrogativo: la scuola che fine fa? Come mai pur non essendo periodo di vacanza pian piano scompare? Mah.
Il cast
Eccezion fatta per i genitori di Laura Palmer (Ray Wise e Grace Zabriskie), lo sceriffo (Michael Ontkean) e l’agente FBI Dale Cooper (Kyle Maclachlan)… mmmmmmmmmmmm… andiamo malino. E siamo gentili. Ma poi Sheryl “Laura Palmer” Lee che interpreta anche sua cugina… Di nuovo: malino, ma ci fermiamo qui per non rischiare il linciaggio dai fan più sfegatati di Twin Peaks.
Una spanna sopra tutti Wise, a tratti monumentale. Infatti quando esce prematuramente di scena (nono episodio sui ventidue della seconda serie) il serial ne risente. Bene anche Miguel Ferrer, scorbutico agente dell’FBI, ma in questo caso parliamo di un personaggio molto marginale.
Le trovate vincenti
La colonna sonora di Angelo Badalamenti, quasi interamente strumentale, crea assuefazione, ti entra in testa e non se ne va più. A volte le scene viene voglia di ascoltarle più che di guardarle. Voto 9, senza tante discussioni.
Vincente anche l’idea di ambientare in provincia ciò che solitamente il cinema riserva alle grandi città. Il torbido va in campagna, insomma, anzi, in montagna. Aggiungete il sempre affascinante tema della gioventù “sporcata” dal male, schekerate con le già citate scene oniriche e i metodi alternativi dell’agente Cooper, accompagnate con litri di caffè e quintali di crostate, rifinite con personaggi improbabili (una su tutte la “signora ceppo”) e il cocktail è fatto. Chiaro, era il 1990 e il prodotto era per la tv, quindi scene di sesso inesistenti ed effetti speciali rivedibili nelle scene più impressionanti, ma c’era del buono, parecchio buono. Ribadiamo il concetto: peccato per i tanti eventi collaterali. Non c’è bisogno di riscrivere la storia, ma se Twin Peaks si fosse concentrato solo su Laura Palmer, magari in 10 anziché 36 puntate, sarebbe finito per direttissima tra i capolavori assoluti.