Riciclaggio: per la Cgil, Modena è da record. Negativo

Per il 2014 le segnalazioni dall’Unità antiriciclaggio della Banca d’Italia indicano attività molto “intense” in Emilia.

C’è un “primato modenese ed emiliano-romagnolo su riciclaggio e paradisi fiscali“. E’ quanto denuncia la Cgil invitando istituzioni ed autorità ad andare oltre “i commenti allarmati“. L’appello del sindacato arriva proprio da Modena, alla luce di quanto espresso dall’Unità antiriciclaggio della Banca d’Italia riguardo al secondo semestre 2014. Nel territorio si conferma “un allarme crescente“. Nell’ultimo anno, dall’Emilia-Romagna sono state ben 4.760 le segnalazioni su sospetto riciclaggio, sufficienti per piazzare la regione al quinto posto specifico in Italia a pari merito con la Toscana.

Dopo le 1.077 segnalazioni dalla provincia di Bologna, Modena risulta seconda con 692 ovvero “più di Catanzaro, Avellino, Foggia e Brianza“; seguono Reggio Emilia con 593 e Forlì con 552. Può essere che dall’Emilia-Romagna partano così tante segnalazioni perché il territorio è più attento e rigoroso di altri? “Non è così, anzi“, taglia corto dalla segreteria modenese della Cgil Franco Zavatti, coordinatore regionale alla legalità per la camera del lavoro.

Dal nord est, Emilia compresa, infatti, parte il 17,6% delle segnalazioni, che risulta la quota più bassa rispetto al nord ovest, al centro e al meridione, che insieme allertano il 49% dei casi. In ordine decrescente, in generale i settori più segnalati sono industria, edilizia, agricoltura e commercio. Tra le operazioni, la lista recita nell’ordine bonifici (soprattutto in Emilia Romagna), compravendita di titoli, versamenti di assegni, versamenti in contante (più concentrati al centro-sud). Ma è la movimentazione dei bonifici sospetti e segnalati, quelli provenienti dai paradisi fiscali, che vede l’Emilia-Romagna nella media delle altre regioni del nord ma con la provincia di Modena, prima ed unica in regione, nella fascia rossa che assegna dal 15 al 18,4% di bonifici sospetti in arrivo dai paradisi.

E va “molto peggio“, osserva ancora la Cgil, per ciò che riguarda la quota dei bonifici verso i paradisi fiscali. In questo caso Modena è inserita nella più alta fascia in assoluto di rischio con l’emissione verso i Paesi sospetti tra il 18,3 e 32,3% del totale dei bonifici segnalati: in questo senso la provincia modenese appare al picco in Emilia e nell’intero nord, insieme con poche altre province di Liguria e Piemonte. Tra i paradisi coinvolti, nell’ordine si registrano Svizzera, Hong Kong, Turchia e Singapore.

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