
Non ha mai goduto propriamente di buona stampa anche per via di un carattere meno accomodante rispetto ad altri suoi colleghi, specie coi giornalisti cui non dispensava sorrisini infidi bensì occhiatacce palesi. Eppure in questo bailamme di arresti più o meno eccellenti e di notizie riguardanti il variegato mondo della ‘ndrangheta con epicentro Reggio Emilia, a margine si può anche parlare di una sua piccola, per nulla cercata rivincita.
L’ex Presidente provinciale Sonia Masini, liquidata senza tanti complimenti dal ddl Delrio prima, dal suo partito poi che non le ha trovato, come accade nella stragrande maggioranza dei casi, l’ennesima ricollocazione, emerge come la vittima di una sorta di organizzando complotto dalle intercettazioni telefoniche tra Giuseppe Pagliani ed alcuni membri della famiglia Sarcone.

Parola d’ordine di questo Patto, come l’hanno definito gli inquirenti, della primavera 2012: contrastare alle fondamenta l’iniziativa prefettizia (prefetto Antonella De miro) e l’offensiva mediatico-istituzionale antimafia che si stava sviluppando a Reggio Emilia per mano in particolare della Presidente Masini.
Ed è lo stesso Pagliani, intercettato a più riprese, che si lascia andare a considerazioni sul fatto di mettere a disposizione il PdL per andare contro la Masini…contro la sinistra…sfruttando la potenzialità elettorale dei cutresi per sconfiggere politicamente la Masini.

In particolare verso mezzanotte, al termine della famigerata cena al ristorante “Antichi Sapori” di Villa Gaida, Giuseppe Pagliani dice alla fidanzata: “non vogliono usare altre linee…vogliono usare il partito, il PdL per andare contro la Masini e contro la sinistra. Adesso le faccio una cura come Dio comanda”.