Sai che divertimento coi Guardiani della Galassia…

locandinaGuardiani della Galassia

Titolo originale: Guardians of the galaxy.

Regista: James Gunn.

Top star: Glenn Close, Benicio Del Toro.

USA 2014.

Genere: Marvel Movie.

 

E via. Anche per “Guardiani della Galassia” (un minuto di sincera commozione per la traduzione letterale del titolo originale, evento più unico che raro) la critica non ha risparmiato 9 e 10 in pagella. Bisogna salvare il mondo, si distrugge e ci si spara in grande allegria, gli effetti speciali la fanno da padrone, ogni tanto bisogna abbassare il volume per non disturbare il vicino durante una delle milleduecento esplosioni, si vaneggia di pianeti e razze improbabili eccetera eccetera. La trama è esile ma ci sta, è entertainment allo stato puro, con l’azione che strizza l’occhio alla commedia. Bene, quindi cos’è che rende questa pellicola, tratta da un fumetto Marvel (del quale non abbiamo mai sentito parlare, giusto per ribadire la nostra ignoranza artistica), meritevole di entrare nel club dei filmoni? Per noi niente, decisamente niente.

In tema di Marvel più azione più battute molto meglio un “Iron Man 3”. In tema di film tratti da fumetti – ma senza venature da commedia – molto meglio l’ultima apparizione di Superman, “Man of steel”, anche se in questo caso ci si sposta dalla Marvel alla DC Comics. Se poi parliamo di botte da orbi e cervello disattivato per due ore, allora meglio un “Pacific Rim” qualsiasi.

Non tragga in inganno la presenza di top star come Glenn Close e Benicio Del Toro, che hanno ruoli marginali. Tra i protagonisti i personaggi più riusciti tre: due animati dal computer (un procione mutato e un albero semi parlante) e un wrestler trasfigurato dal make up (Batista). E questo non depone certo a favore del resto del cast. Carina la trovata di “Footloose”, del walkman e della musica anni ’80, ma siamo a un dettaglio nel contesto di un niente di nuovo o di particolarmente avvincente.

Quindi boh. Alla fine il nostro giudizio è boh, riferito ai 9 e ai 10 in pagella, ma anche a un’avventura fantascientifica che scivola via senza colpo ferire.

Già pronto il seguito, come annunciato nel finale. Buon per chi ha apprezzato e per chi vorrà vederselo. La nostra avventura coi “Guardiani della Galassia” invece termina qui. Per noi niente seguito, grazie.

 

PS: legati a una sedia e con gli occhi forzamento sbarrati sullo schermo, alla “Arancia Meccanica” per intenderci, accetteremmo di riguardarci “Guardiani della Galassia”, ma solo se l’alternativa fosse un cugino – la matrice non sono i fumetti ma i giocattoli – ovvero il quarto capitolo di Transformers”, alias “L’era dell’estinzione” (speriamo). Un film che ci limitiamo a recensire con un aggettivo (pesante, come gli autobot o quel diavolo che sono), una considerazione cronometrica (una lunghezza inaudita, siamo vicini alle tre ore, sì, avete letto bene, tre ore) e una domanda: soldi a parte, cosa avrà spinto Mark Whalberg a partecipare a questo “spara che ti passa”?

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Guardiani della Galassia Titolo originale: Guardians of the galaxy

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