Le carte sono in regola, le sarebbero state ancor di più con la vittoria di Bonaccini ma son le primarie, bellezza (specie se aperte a tutti, magari anche a coloro cui il Pd proprio non piace). Laurea in Scienze politiche, Diritto internazionale europeo (il caro Vecchio Continente nel Patto Atlantico come prospettiva di lunghissimo periodo è sempre confortante), galassia coop, due mandati amministrativi con deleghe dalla crescente importanza, tra tradizione (gli asili più belli del mondo) e futuro (la Reggiana in B ed un super stadio le cui sirene richiamano a scenari ancor più ambiziosi). Ormai un decennio di prove tecniche dalla natìa Bologna alle campagne reggiane (residenza a Cadelbosco), con persistente frequentazione di Reggio per ovvi motivi, non solo politici. Anche perché la Curioni ha comunque sempre inteso declinare il suo mandato col contatto diretto con persone, associazioni, quartieri, ambienti sportivi ed educativi. I puristi-fancazzisti della vasca obiettano che “non sia reggiana”. Non è che per fare il sindaco di Reggio sia necessario una vita di struscio in via Emilia tra il cardo e il decumano, ma che ragionamenti del cavolo sono? Comunque l’assessora, a conti fatti, cioè ad intervista ultimata, pare prediligere un percorso interno di condivisione di progetto e consequenziale persona da proporre più dell’agone da tutti contro tutti. Ecco a voi:
Partiamo dalla promozione della Reggiana in B. Una considerazione anche alla luce di quei tifosi che vedono nel Sassuolo e nella sua proprietà un ostacolo a maggiori successi granata

“Mi faccia fare una prima considerazione: la promozione in serie B della Reggiana calcio è un risultato straordinario per la nostra città ed un grande merito di una squadra ed una proprietà che hanno lavorato tanto e bene per arrivare fino a qui. E’ stato un campionato sfiancante e mai scontato negli esiti. C’è voluta molta determinazione, impegno e sacrificio per raggiungere la promozione. Ce la siamo giocata, insomma.
Anche alla luce di questa promozione la Reggiana deve avere, per il futuro, una collocazione di lungo periodo in propri spazi sportivi di allenamento che saranno ancora più importanti e strategici nella prossima stagione ed in quelle a venire.
In questi anni e per la prima volta nella storia dello Sport cittadino, questa amministrazione ha lavorato per raggiungere questo importante risultato: con un investimento pubblico di quasi tre milioni di euro e per i prossimi 24 anni la Reggiana diventa proprietaria dello spazio sportivo di Via Agosti. È stato un percorso complesso ma ci siamo riusciti e da luglio 2023 tornano a casa definitivamente”.
Ma c’è anche chi (parte della tifoseria) critica la presenza del Sassuolo e del suo patron
“Lo stadio Mapei- Città del Tricolore è uno dei migliori stadi a livello nazionale ed internazionale, ben curato e ottimamente mantenuto da Mapei srl. Mi conceda di dire che anche uno stadio così qualificato e performante consente di raggiungere obiettivi e risultati straordinari quali quelli appena ottenuti. LaReggiana è la squadra di Reggio Emilia e noi ne condividiamo strategie, affetto e supporto, esattamente come dev’essere.
La Reggiana ha fatto e saprà fare un percorso ottimale anche grazie ad una proprietà affidabile di persone, imprenditori che hanno preso a cuore la squadra e la città. E di questo, come amministratori, gliene siamo grati. Altrettanto affidabile è la proprietà dello Stadio che non credo che, insieme al Sassuolo calcio, potrà mai essere ostativa o limitante al percorso dei successi granata. Tra le due proprietà c’è sempre stata collaborazione nell’interesse del calcio, dello Sport e della città più complessivamente e confido continuerà ad esserci anche nei prossimi anni. Poi io resto convinta di una cosa: che la prima responsabilità di un’amministrazione pubblica che utilizza risorse pubbliche sia quella di occuparsi dello sport di base e non solo del professionismo che ha certamente sfide anche più complesse ma anche la possibilità di risorse economiche da investire. Poi adesso speriamo nel Basket e facciamo il tifo anche per il Rugby perché se la stanno giocando anche loro”.

Veniamo più alla politica: cosa ha cambiato nel Pd la vittoria della Schlein? Quali equilibri interni al Pd reggiano possono mutare? Ora il partito è più spostato a sinistra rispetto alla mancata vittoria di Bonaccini?
“Trovo le primarie del 26 febbraio un momento di straordinaria partecipazione politica e democratica. Il nostro partito era certamente in sofferenza ed in rincorsa dopo le politiche del 25 settembre. Il congresso ci ha dato una possibilità straordinaria: di parlare dei temi importanti per il nostro Paese. Dal lavoro, alla sostenibilità, ai diritti civili e sociali e ai tanti altri temi sui quali sono stati fatti centinaia di dibattiti nei circoli e nelle piazze. C’erano anche visioni e sensibilità diverse perché il nostro è un partito plurale e pluralista, come è giusto che sia.
Elly Schlein dovrà essere la sintesi di queste diverse visioni, sensibilità e punti di vista e sono sicura che saprà esserlo con lo spirito inclusivo e del buon senso che hanno sempre contraddistinto il nostro partito. Non ho dubbi che anche il nostro territorio provinciale e regionale saprà lavorare in questa direzione non tanto per garantire equilibri interni di scarso interesse per i cittadini quanto per un rilancio delle politiche riformiste e progressiste di cui il nostro Paese, l’Italia, ha bisogno. Noi siamo un partito di centro-sinistra d’altronde. Elly è anche la mia segretaria e trovo significativa questa alleanza con Stefano Bonaccini: insieme sapranno portare a livello nazionale la visione politica ed il buon governo della nostra Regione e di altri territori governati dal PD”.
Lei è considerata tra i possibili successori di Vecchi. Ora ha meno chances o se la gioca ancora? E con chi?

“Guardi io sto cercando di chiudere al meglio questo secondo mandato amministrativo. Sono impegnata su questo adesso. Sono ancora tantissime le cose da fare. Come Giunta, ognuno per le proprie deleghe, siamo stati in grado di far arrivare a Reggio Emilia diversi milioni di euro del PNRR che adesso vanno progettati e realizzati. Consegniamo alla città futura un parco progetti impressionante che sono sicura contribuiranno a rendere Reggio Emilia ancora più contemporanea.
Stiamo cercando di rispettare tutte le scadenze delle varie fasi e le confesso che siamo un po’ preoccupati della scarsa attenzione che questo governo sta riservando a questo tema e agli appelli dei comuni e di ANCI a riguardo. Io credo che questa dovrebbe diventare una priorità nell’agenda politica nazionale: spendere al meglio le risorse pubbliche per le città, risorse che non devono avere un colore politico ma essere un obiettivo comune. Io sto lavorando su questo al momento e devo dire che ho poco tempo per pensare ad altro”.
D’accordo ma ormai è sulla scena amministrativa da circa un decennio e ovviamente cercherà diciamo così “il salto di qualità”
“Ho iniziato nel 2014 sapendo poco di amministrazione pubblica. Ho passato diversi mesi a studiare per capire come fare ad occuparmi di questa meravigliosa città. Mi sono messa in ascolto trovando un sistema di competenze interne e del territorio straordinarie. Nella scuola ho incontrato persone competenti ed impegnate per il bene comune e ho imparato tantissimo: dai servizi educativi del Comune di Reggio Emilia, alla comunità dei dirigenti scolastici, dagli insegnanti agli educatori. Un territorio che sulla Scuola e sui Servizi educativi lavora benissimo, che non è mai stato un luogo qualunque e che sono stata orgogliosa di rappresentare. In questi anni però non ho mai smesso la mia professione originaria, cioè la formazione dei quadri e dirigenti del sistema cooperativo. È stato certamente faticoso mantenere due impegni e ho sacrificato tempo alla mia famiglia. Ma oggi, con quasi dieci anni alle spalle, sono soddisfatta di aver fatto questa scelta. Perché ho interpretato il mio ruolo pubblico pro tempore. Oggi sono in chiusura di un percorso progettuale e politico che mi ha dato tantissimo e che spero troverà attenzione e sensibilità anche in chi verrà dopo di noi. Come è noto, sono originaria di Bologna. Ho la fortuna di avere due città meravigliose nella mia storia. Una città dove sono nata e ho studiato ed una che mi ha accolto, nel lavoro ed in una nuova famiglia, consentendomi di avere tante opportunità professionali e occasioni di crescita anche personale. Credo di avere già avuto chances straordinarie che porterò per sempre nel cuore…poi non parlo ancora bene il dialetto e sto ancora provando a fare colazione con il caffè e l’erbazzone…….”
Auspica un accordo interno o primarie vere?
Credo che il Partito Democratico debba fare un percorso di consultazioni e di ascolto per il futuro della città definendo quali competenze risultano essere le più adatte ad un nuovo mandato amministrativo che confido potrà essere in continuità con la storia e la visione politica progressista di questa città. E solo dopo potranno essere definiti nomi e disponibilità. Credo che si stia lavorando in questa direzione. Reggio Emilia è una città con grandi aspettative e potenzialità: bisognerà saper cogliere le nuove sfide con una squadra di persone competenti e preparate. Poi servirà prendersi la responsabilità dì decidere. E credo che la sintesi tocchi al partito.
Del suo mandato amministrativo di cosa vai più orgogliosa? E di cosa avrebbe bisogno Reggio Emilia come priorità?

Difficile fare una scelta di dieci anni di progettualità e strategie. Non dimentico che noi siamo stati l’amministrazione che ha dovuto gestire una delle più grandi emergenze sanitarie della storia e che insieme ai colleghi che sono rimasti ha dovuto fare scelte anche molto complesse e del tutto inedite e per le quali non avevamo esperienza e competenza.
Questo ha certamente segnato il nostro secondo mandato amministrativo e lo ha connotato con due agende: una politica sui progetti strategici per la città e sulle visione sul futuro ed una sanitaria e quotidiana. Ma non abbiamo mai derogato, né sull’una né sull’altra. Sono molto orgogliosa del progetto della Scuola diffusa che nato in un momento di distanziamento scolastico è diventato un progetto pilota in grado di cambiare, migliorandolo, il sistema didattico e di apprendimento della scuola italiana. Fare scuola in modo continuativo nei luoghi della cultura, ad esempio, è diventato il simbolo di una didattica sperimentale e innovativa. E sono tanti oggi i territori che ci chiedono supporto e consulenza per realizzarla. Ma sono orgogliosa anche del consolidamento dei servizi educativi 0/6 anni. Abbiamo continuato ad investire e garantito dati di scolarizzazione in aumento, abbiamo tenuto la regia pubblica, valorizzato il sistema pubblico integrato con tutte le esperienze educative ed inserito un sistema di competenze plurali e trasversali che saranno in grado di proiettare questa eccellenza nel futuro.
D’accordo col refrain “gli asili più belli del mondo”, poi però i piccoli crescono…
Sono molto contenta anche del lavoro fatto con le scuole superiori e i giovani della città. Dagli spazi di aggregazione (via Cassoli uno, Sd Factory, Fly zone) ai tanti progetti di educazione civica e di cittadinanza attiva agli Stati generali dei giovani e degli adolescenti appena realizzati. I giovani chiedono ascolto e protagonismo e questa città ha saputo costruire percorsi straordinari di vera partecipazione e di crescita. Abbiamo cercato di dar vita ad una scuola delle opportunità e non del merito. Sono orgogliosa della crescita importante, sia in termini di studenti che di offerta didattica del nostro Ateneo: nel 2014 c’erano 6000 studenti e due sedi. Chiudiamo il mandato con 12.000 studenti e quattro sedi. Oggi possiamo dire che l’Università è parte integrante dello sviluppo economico, culturale, sociale ed educativo di Reggio Emilia esattamente come una città universitaria deve avere l’ambizione di essere. E confido che nel dopo di noi si vorrà continuare su questa strada.
E poi la delega allo Sport è stata straordinaria: complessa, faticosa ma anche stimolante. Ho trovato un sistema sportivo di società generose e vitali che mi ha conquistato. Ho trovato spazi sportivi da accompagnare a riqualificazione e rilancio per renderli sicuri, accessibili e ancora più al centro dei quartieri e delle frazioni. Abbiamo impostato un importante Piano Strategico dedicato allo sport con riqualificazioni, nuovi impianti, progetti ed eventi. Perché lo Sport deve essere al centro delle politiche pubbliche per il benessere di tutti i nostri cittadini, dai più piccoli ai più anziani. Lo Sport è una leva fondamentale di coesione sociale, relazione, educazione, buona e corretta alimentazione, valori etici e di cittadinanza. E in tutto questo abbiamo rilanciato una nuova Fondazione per lo Sport che oggi è strumento innovativo e indispensabile per lo sport reggiano e per questa città.
Non pensa che a Reggio si guardi per la maggior parte al fascismo del ventennio (cioè di 78 anni fa) e si faccia più fatica ad individuare le dittature contemporanee anche per maggior comodità di una narrazione sempre uguale a sé stessa?

Reggio Emilia è città Medaglia d’Oro della resistenza e dunque ha una lunga ed importante storia nel combattere, da protagonista e con tanti sacrifici, i regimi nazifascisti. Abbiamo ben chiaro che la strada per i diritti e la libertà non è mai raggiunta per sempre e che i rischi di nuove dittature siano sempre purtroppo rischi molto contemporanei. Ma è proprio per combattere quei rischi, per combattere negazioni o riscritture di quella storia, anche dolorosa della nostra città, che bisogna non solo conoscerla ma anche ricordarla e tenerla viva, Nelle scuole e nelle piazze. E’ solo conoscendo la storia, il sacrificio di tante persone ed il valore della libertà e dei diritti umani e civili che da qui saremo sempre pronti a combattere le dittature contemporanee. Nella città dell’inclusione, della cultura dell’infanzia, dei diritti dei più fragili ci sarà sempre una mobilitazione per fermare tentativi di scelte antidemocratiche e limitanti della libertà delle persone.