Rincari su prezzi, tariffe e imposte, il 2012 parte in salita

Rincarano anche le autostrade: da oggi scatta l’adeguamento tariffario 2012, che ingloba inflazione e investimenti fatti e previsti, per un aumento medio pari a + 3,1%, ma che non esclude aumenti a due cifre, con picchi fino a + 14%, ad esempio per il raccordo autostradale della Valle d’Aosta (+14,7%), mentre sulla rete di Autostrade per l’Italia (oltre 3mila chilometri) l’aumento è del 3,51%. Aumenta la benzina che intanto si “staziona” sul nuovo record storico di 1,724 euro al litro. Inoltre da oggi anche la Toscana, insieme a Marche, Piemonte, Liguria, Umbria e Lazio, ritoccherà le addizionali sulle accise verso l’alto. Aumenti anche per il canone Rai, che passa da 110,50 euro dello scorso anno a 112 euro. E a novembre i prezzi alla produzione sono saliti del 4,2% in un anno. Insomma, fra Imu, bollette rincarate, prezzi e imposte la stangata sulle famiglie italiane è calcolata dalle associazioni del consumatori in 2.103 euro per il nuovo anno. Un dissanguamento che pone le famiglie e in generale la fascia del reddito medio-basso in condizioni impossibili, come dichiarano le associazioni. Codacons lancia una proposta che prevede misure straordinarie per la tutela del ceto medio basso (stritolato dalla crisi e dalle contromisure sulla crisi) fra cui prezzi amministrati e blocco delle tariffe per 5 anni.

Intanto giungono dati pesanti sulle aziende: al Ministero dello Sviluppo Economico sono circa 230 i tavoli aperti per cercare una solzuione alle crisi aziendali. Lavoratori coinvolti, circa 300mila, posti a rischio, dai 30 ai 40mila. Ragioni dello stillicidio, la stretta al credito, la necessità dell’internazionalizzazione delle imprese e la dimensione delle stesse.

E da oggi, scattano anche alcune delle misure in materia previdenziale previste dalla manovra natalizia: il metodo di calcolo contributivo della pensione viene applicato a tutti, e, per quanto riguarda l’età di pensionamento, le donne da oggi andranno in pensione a 62 anni se dipendenti del settore privato, a 66 se dipendenti dal settore pubblico. 63 anni e sei mesi per le lavoratrici autonome e per quelle inscritte alla Gestione separata dell’Inps. Per gli uomini, l’età di pensionamento diventa in tutti i casi 66 anni. 

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