Meeting Ue: “Chi innalza barriere si pone fuori dall’Europa”

Firenze – Chi, come l’Austria, innalza barriere si pone fuori dall’Europa e non solo dal punto di vista della solidarietà umana, ma anche del rapporto con i partner. E’ un messaggio inequivocabile quello che il sindaco di Firenze Dario Nardella lancia dal podio del meeting europeo annuale “The State of the Union” nel salone dei Cinquecento:  “Nel Preambolo dei Trattati di Roma i fondatori della Comunità europea  dichiararono di essere decisi ad assicurare mediante un’azione comune il progresso economico e sociale dei loro paesi, eliminando le barriere che dividono l’Europa – ha ricordato Nardella –  Dov’è la determinazione di questi Stati? Dov’è l’azione comune per eliminare queste barriere che risorgono?”

Quello della crisi dei rifugiati è un tema chiave del meeting promosso dall’Istituto Universitario Europeo, anche se come argomento principale è stato scelto quello dei diritti delle donne in Europa e nel mondo. A questa emergenza si è riferito il presidente della Regione Enrico Rossi che nel suo intervento è partito dalla foto apparsa oggi sui quotidiani dell’attivista afro-svedese Tess  Asplund che da sola con il pugno alzato ha fermato un corteo di 300 neonazisti  che stavano gridando  slogan razzisti.

Ieri sera, nel confronto fra i tre leader delle istituzioni europee le emergenze e le crisi  che alimentano le paure degli europei sono state affrontate con il realismo che richiede il momento più difficile del processo dell’integrazione europea. Il presidente del Consiglio il polacco Donald Tusk ha sottolineato l’importanza di rafforzare le frontiere esterne per rassicurare gli europei, mentre il presidente del Parlamento europeo il tedesco Martin Shulz ha messo soprattutto in primo piano come causa dell’euroscetticismo il fatto che le giovani generatori non hanno una visione del futuro come avevano i loro padri, usciti da una tragica guerra fratricida. Accentuazioni diverse che mettono in luce diverse sensibilità tra i paesi fondatori e quelli che sono entrati nell’Unione decenni dopo.

Del resto queste riflessioni sullo Stato dell’Europa cadono alla vigilia di eventi che potrebbero significare un duro colpo per l’Unione, come il referendum in Gran  Bretagna e quello in Ungheria sulle quote dell’accoglienza ai rifugiati. Per superare dunque il momento, occorre fare scelte che vanno nella direzione della formazione di una classe dirigente europea che condivida i valori e gli ideali europei. Per questo Nardella ha rilanciato il progetto della School of government promosso dall’Istituto Universitario Europeo. “Nell’insieme costituito da comunità e istituzioni cittadine (Firenze), università europea (IUE) e School of government, – ha detto – è possibile riconoscere un modello nuovo di assetto istituzionale utile per affermare decisamente un’influenza culturale europea nel mondo”.

E l’ovazione che la platea del salone dei Cinquecento ha riservato a Ruth Rubio Marìn docente dell’Istituto che ha tenuto il discorso centrale del meeting sul tema delle donne fa pensare che potrebbe essere lei a prendere il posto dell’uscente presidente Joseph Weiler allla guida dell’IUE per la realizzazione del progetto:  solo superando le “rigidità di una ideologia di genere che ha colpito tante donne e tanti uomini per così tanto tempo…possiamo prevenire il deterioramento delle condizioni delle classi medie e basse da cui risulta la pura, l’insicurezza il senso di privazione che alimentano il fondamentalismo religioso, il razzismo, la xenofobia e il populismo… che si traducono in una vita d’inferno per i migranti che sono da noi”, ha detto .

 

 

 

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