Nella mattina di ieri, giovedì 21 febbraio, presso il Ministero dell'Ambiente, a Roma, i rappresentanti di Costa Crociere si sono incontraticon il ministro Corrado Clini, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, il sottosegretario all'Industria, Claudio De Vincenzi, ed il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli. Sul tavolo la rimozione della Concordia dalle acque del Giglio, una questione purtroppo ancora aperta. Quanto alla tempistica di rimozione, la società armatrice genovese ha assicurato che quest'operazione potrebbe verosimilmente essere portata a termine entro l'autunno prossimo, ossia fra settembre ed ottobre 2013. Per il Giglio, dunque, si prospetta un'altra estate all'ombra della Concordia. Quanto alla seconda questione di cui si è dibattuto nella riunione romana, invece, la Regione ed il Ministero dell'Ambiente sono tornati a premere con Costa Crociere affinché la Concordia, una volta rimessa in galleggiamento, venga trasferita nel porto di Piombino. Rossi, in realtà, ha anche chiesto che il Governo emani con urgenza un decreto legge per adeguare il porto piombinese ad accogliere la balena di acciaio naufragata il 13 gennaio 2012, ribadendo che per evitare rischi per l'ambiente dell'Arcipelago toscano la soluzione ideale sarebbe quella del porto più vicino, ossia proprio Piombino. Anche Clini si è detto contrario ad un trasferimento della nave fuori dall'Unione Europea. "Ho fatto presente alla società Costa – ha spiegato il ministro – che quel relitto si configura come un grande rifiuto e che perciò tutte le operazioni devono tener conto delle direttive europee e delle leggi nazionali sullo smaltimento ed il recupero. Sarei molto preoccupato se il relitto fosse trasportato in un sito al di fuori dell'Unione europea". Clini ha anche chiarito che, ad ogni modo, Costa Crociere dovrà presentare il progetto per la rimozione e lo smantellamento del relitto entro il 28 febbraio, dettagliando i proprio piani e motivando le proprie scelte.
E se Rossi, da Roma, spingeva per accaparrare a Piombino lo smantellamento della Concordia, dall'isola del Giglio il sindaco, Sergio Ortelli, tuonava contro la riunione della capitale. Il primo cittadino gigliese, non invitato all'incontro romano, ha spiegato che, a suo modo di vedere, ci sarebbe scarso interesse per la rimozione del relitto dalle acque del Giglio. Ormai, ha dichiarato, siamo alle porte della stagione turistica ed il relitto è sempre fermo di fronte a Punta Gabbianara. L'impressione, ha proseguito, è che ci si interessi più al porto in cui la nave verrà trasferita che a rimuoverla. Per Ortelli c'è troppa poca preoccupazione per le conseguenze che un'altra estate di Concordia potrà avere sull'economia dell'isola. La priorità è quella di rimuovere il relitto, non tanto di dove verrà trasportato. Il Governo dovrebbe far pressione su Costa Crociere per accelerare le operazioni di Titan Salvage e Micoperi sulla balena d'acciaio. Se questo non avverrà, il Comune di Isola del Giglio, ha concluso Ortelli, lascerà l'Osservatorio sulla rimozione della Costa Concordia e chiederà che, settimanalmente, Costa Crociere e lo stesso Osservatorio riferiscano in Consiglio Comunale sull'avanzamento dei lavori.