Firenze – A un mese scarso dal voto, ecco il primo mini-esodo all’interno della maggioranza. Fabio Giorgetti, commercialista specializzato in no profit nel settore sportivo e capogruppo della Lista Nardella, ufficializza il passaggio dei tre consiglieri eletti alle fila del Partito Democratico. “Dopo un confronto con i vertici del PD – ha dichiarato stamattina in conferenza stampa – abbiamo reputato la confluenza fondamentale al raggiungimento degli obiettivi della legislatura”. Niente di strano, in fondo, o, quanto meno, non proprio un ribaltone: la lista civica guidata da Giorgetti, con l’8,76% dei 16.113 voti ottenuti ha corso, a cose fatte, non tanto come un’estensione della schieramento piazzato da Nardella quanto una sua naturale appendice. La base elettorale tirata su dal sindaco, con ben 7 liste di supporto alla sua candidatura, si configura col senno di poi come una partita a dieci contro uno. Il match Nardella – Resto del Mondo finisce così sul risultato di 24 a 12. Tanti sono infatti i consiglieri del Partito Democratico che, con l’arrivo dei tre eletti della Lista Nardella (Fabio Giorgetti, Luca Milani, Niccolò Marchionni) vanno a sedere in Palazzo Vecchio.
Che dire agli elettori della Lista Nardella? Non molto. Poco importa, infatti, se una lista civica abbia di per sé peculiarità che la rendono tale e, forse, quell’eterogeneità di valori che strappa il voto del simpatizzante non troppo sbilanciato. “Ci siamo confrontati e abbiamo visto che gli obiettivi che si è posto Nardella e gli strumenti sono condivisibili”, taglia corto Giorgetti. Dunque niente di strano per l’unica lista che del candidato portava addirittura il nome. L’impressione che il passaggio fosse preordinato è rafforzata dalla rapidità del salto di staccionata. Superfluo, quindi, star qui a sottolineare l’accondiscendenza del PD al rimpinguamento delle proprie forze. Il resto è retorica. “Il nostro passaggio fa sì che la base unitaria della maggioranza rappresenti una sicurezza in più su cui impostare i lavori della legislatura. Una maggioranza coesa è fondamentale”. Che dicono Marchionni e Milani? “Sono d’accordo – comunica Giorgetti – la possibilità di non confluire è stata data a tutti, ma restare nel gruppo misto non avrebbe avuto senso perché le nostre peculiarità sono comunque messe a disposizione della maggioranza. Pur facendo parte di un gruppo manterremo comunque la nostra eterogeneità, rendendole un valore aggiunto per la città. Il professor Marchionni viene dal settore sanitario, mentre Milani è un sindacalista FIOM. Su sanità, lavoro e – per quanto mi riguarda – sport, potremo dare il nostro contributo”.
In epoca di lancio di segnali, il messaggio è chiaro: “L’ottica del passaggio è quella del risparmio di risorse. Io stesso avrei potuto mantenere la mia autonomia e il mio personale, ma ho preferito condividere il messaggio lanciato dal PD di risparmio di risorse e ottimizzazione dei costi. Trovo che sia un buon segnale di apertura verso tutti”.