Firenze – Il primo monitoraggio delle testate del giornalismo toscano è stato presentato oggi dal Comitato regionale delle Comunicazioni (Corecom) nella sala Gonfalone del Consiglio regionale con l’intervento anche del sottosegretario alla Comunicazione Antonello Giacomelli. Gli esperti coordinati da Carlo Sorrentino, docente di sociologia dei processi culturali presso l’Università di Firenze hanno monitorato 51 testate giornalistiche online in tutto il territorio toscano. Dieci di esse sono state oggetto di uno studio più approfondito.
Intanto è Firenze la città nella quale sono presenti più giornali online (11), seguita da Lucca (5), da Livorno e Siena (4). In totale sono 15 quelle a vocazione regionale, cioè che coprono l’intero territorio regionale. La metà di esse hanno adottato testate che fanno riferimento diretto a termini giornalistici. Tre quarti dei siti giornalistici esplicitano il nome del direttore responsabile, “come elemento di qualificazione e di personalizzazione in grado di accrescere la fiducia dell’utente e l’autorevolezza del mezzo”, ha spiegato Sorrentino.
Il 65%, poi, non esplicita i ruoli e le mansioni all’interno delle redazioni, cosa che invece – affermano i ricercatori – aumenterebbe la credibilità del lavoro svolto. Nell’analisi dei testi di presentazione e parole più ricorrenti sono “notizie”, “territorio” e “informazione”. Ma il capitolo più interessante della ricerca riguarda i contenuti. Sorrentino ha parlato di “completezza orizzontale” dell’informazione: i siti giornalistici tendono a coprire il più possibile le informazioni e a fornire un ricco menù di informazioni di nicchia.
Il 76,5% delle testate risulta aggiornato e capace di seguire con tempestività il flusso degli avvenimenti. Quasi tutte riportano una sezione “ultime notizie” (aggiornata nell’84% dei casi) , per rimarcare la tempestività dell’informazione. Per quanto riguarda l’uso della strumentazione multimediale, il 63% usa il video, il 57% i link, il 41% l’audio. Un’ultima annotazione riguarda l’interattività. Il 90% prevede la possibilità di commentare le notizie pubblicate, l’86% l’invio di e mail. Seguono blog, sondaggi e forum quali spazi per il dibattito e il confronto con la comunità.
Quasi tutte fanno, infine, uso dei social network, in particolare di facebook (90%) e Twitter (72,5%). Nel commentare l’analisi degli esperti, Sorrentino ha rilevato come ancora nel giornalismo online predominino impostazioni legate alla stampa su carta o alla televisione, le tecnologie tradizionali. Tutto ciò è destinato a cambiare e dunque a trovare forme di un giornalismo che usa più efficacemente il multimediale “quando arriveranno a occuparsene giornalisti nativi digitali”. Foto: journalism.co.uk