Il blitz degli uomini della Capitaneri del porto di Livorno è stato effettuato a bordo di un peschereccio di 24 metri della marineria di Cartagena, ormeggiato nel porto della città toscana. In una delle stive refrigerate del peschereccio è stato scoperto il carico illegale di prodotto pescato e detenuto sotto la taglia minima consentita, catturato con il sistema dei palangari. Il comandante, secondo le norme, avrebbe dovuto restituire al mare i pesci sotto taglia, mentre "verosimilmente ha decisio – spiega la nota della Guardia costiera direzione Marittima, Capitaneria di Porto di Livorno – di mantenere il prodotto a bordo, per poi commercializzarlo". "Appena posizionati i cavi in banchina – precisa la nota – gli ispettori sono saliti a bordo per controllare le attrezzature ed il carico di pesce, per verificare se vi fossero irregolarità", scoprendo il carico di prodotto ittico illegale: circa un migliaio di piccoli esemplari di “pagello occhialone” di meno di 33 centimetri di lunghezza. Sotto i 33 cm la normativa comunitaria non consente la pesca di questa specie nel Mediterraneo.
Il comandante del peschereccio, che è stato denunciato penalmente alla Procura di Livorno e rischia una pena fino a due anni e una sanzione pecuniaria fino a 12mila euro, aveva chiesto alla sala operativa della Guardia costiera di poter fare ingresso nel porto livornese per risolvere alcuni problemi tecnici ed effettuare operazioni commerciali.
Nell'arco di alcune ore la Guardia costiera ha effettuato la misurazione di tutti gli esemplari di pesce messi nelle stive, fatto scattare i sigilli al quantitativo di prodotto ittico illegale che, a seguito di convalida del sequestro e nulla osta da parte dell’Autorità giudiziaria, è stato donato in beneficenza ad enti caritatevoli. "Il prodotto che è risultato di taglia regolare – conclude la Guardia costiera – è stato preso in consegna da una ditta campana per l’immissione nel circuito di commercializzazione, dove, con tutta probabilità, sarebbero confluite anche le catture illegali".