Michelangelo e la fotografia

In occasione delle celebrazioni per i quattrocentocinquanta anni dalla morte del "divino" Michelangelo, dal 18 febbraio al 18 maggio si terrà presso la Galleria dell'Accademia la mostra Ri-conoscere Michelangelo. La scultura del Buonarroti nella fotografia e nella pittura dall’Ottocento ad oggi. L'esposizione è stata organizzata dall’Accademia delle Arti del Disegno, dalla Galleria dell’Accademia di Firenze, e dalla Fratelli Alinari I.D.E.A. S.p.A. e focalizza sul rinnovato interesse e sull’ammirazione per il Buonarroti dall’Ottocento alla contemporaneità. Si tratta di un Michelangelo riletto attraverso l’opera di scultori, pittori e fotografi che hanno guardato alla figura dell'artista ed alle sue opere come riferimento iconografico per le loro realizzazioni.

Partendo dalla produzione fotografica realizzata da alcuni tra i più noti ateliers e professionisti del XIX e del XX secolo, si cerca di evidenziare il ruolo determinante che la fotografia ha svolto nel consolidare la fortuna critica e  iconografica di Michelangelo e, attraverso di essa, la celebrazione del suo mito. Al centro dell'esposizione, il ruolo svolto dalla fotografia nella celebrazione di uno dei massimi artisti del Rinascimento italiano.

Il percorso espositivo prende avvio dalle rappresentazioni in chiave storicistica della fisionomia e della personalità di Michelangelo, con opere di Eugène Delacroix e Auguste Rodin, e di altri autori che hanno operato con il nuovo medium fotografico alle origini (Eugène Piot, Édouard-Denis Baldus, gli Alinari, John Brampton Philpot ed altri).

La mostra si caratterizza per un continuo rimando tra le diverse modalità di tradurre e riproporre la scultura del Buonarroti: dalla fotografia intesa come oggetto di documentazione, alla specificità interpretativa nel confronto con la scultura, per giungere alla totale autonomia autoriale novecentesca tale da creare nuovi punti di vista e di analisi dell’opera d’arte. Nasce quindi un nuovo legame tra storici dell’arte e fotografi, ai quali è affidato il compito di rintracciare le forme e la materia dell’opera a conforto della ricerca storico artistica. Tra i casi proposti, le fotografie di Giuseppe Pagano alla Pietà di Palestrina, il lavoro di David Finn e di Aurelio Amendola, interpreti chiamati a collaborare con autorevoli storici dell’arte che dalle loro interpretazioni hanno potuto trarre importanti conferme alle loro teorie e analisi stilistiche.

Ma la presenza di Michelangelo si riconosce anche nell’opera di artisti del Novecento come Medardo Rosso, Henri Matisse, Carlo Mollino, e nella ricerca fotografica di personalità quali Emmanuel Sougez, Herbert List, Horst P. Horst. Arrivati agli anni Settanta, Buonarroti è presente nelle ricerche di Tano Festa, Paolo Monti, Antonia Mulas. Nelle oper di artisti contemporanei, infine, Michelangelo si rintraccia in artisti come Helmut Newton e Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Gerard Rondeau.

Il percorso della mostra si conclude con i riferimenti al tema della copia e del multiplo nell’epoca della riproducibilità e della massificazione affrontati da Karen Knorr, Lisa Sarfati, Tim Parchikov, mentre si riconosce Michelangelo quale spunto emotivo dell’opera di Luca Pignatelli e modello formale della staged photography di Frank Horvat, Youssef Nabil, Kim Ki duk, fino a diventare ‘assenza’ nelle immagini di Thomas Struth e Candida Höfer.

La mostra è stata realizzata grazie all’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, la Galleria dell’Accademia, Firenze Musei e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze con la collaborazione della Fratelli Alinari I.D.E.A. S.p.A.

La curatela dell'esposizione è stata affidata a Monica Maffioli e Silvestra Bietoletti.

Nella fotografia: Kim Ki-duk (Bonghwa 1960), Pietà, 2012, Stampa lambda (2014), Korea, KIM Ki-duk Film Production

Total
0
Condivisioni
Prec.
“Elders in Action”, buone pratiche per anziani attivi

“Elders in Action”, buone pratiche per anziani attivi

Vivere la terza età in salute e serenità

Succ.
Laghetti artificiali: la mappatura attraverso i gestori

Laghetti artificiali: la mappatura attraverso i gestori

Tra la fine di febbraio, con la presentazione della proposta di modifica, e la

You May Also Like
Total
0
Condividi