Firenze – Hanno detto un no deciso ieri in piazza Signoria, davanti alla sede del Comune, gli insegnanti e i lavoratori dei due asili nido fiorentini, Baloo e Farfalla, che il Comune chiuderà a breve per riaprire in appalto. Un no risoluto, cantato insieme ai bambini e ai genitori, e scritto sulle tovaglie decorate dove è stato improvvisato un picnic contestatore.
Lo hanno detto altre volte in questi mesi, perché temono che questa rincorsa agli appalti crei un esercito di precari sottopagati e riduca la qualità dell’insegnamento e dei servizi che la scuola pubblica dovrebbe avere. “Da settembre l’ultima cucina con impiegati comunali delle scuole elementari e materne chiuderà, e questo è grave perché non ci sarà più nessun termine di paragone. Le società che vincono gli appalti potrebbero mettersi d’accordo e decidere che non si preparano più certi piatti, magari solo perché a loro non portano abbastanza margine di guadagno, come dimostrare il contrario se non esistono più mense gestite direttamente dal Comune?“, dice un cuoco ancora impiegato comunale e che sarà spostato in un’altra scuola. “Non sto perdendo il lavoro perché mi trasferiscono altrove alle stesse condizioni, ma il problema è quando riapriranno gli asili e saranno interamente gestiti da cooperative esterne. Non si tratta di un risparmio per il Comune, le spese saranno le stesse, ma così eliminano il problema della responsabilità dei lavoratori”.
Al momento sul sito del Comune risulta che dei 15 centri di cottura, solo uno è gestito direttamente dall’Amministrazione comunale, gli altri 14 sono appaltati a ditte esterne.
Il servizio di Toscana Media Channel

