Fabbrica Europa diventa sistema regionale di performing art

Firenze – Una Fabbrica di creatività aperta, indipendente, interdisciplinare. La XXIII edizione del festival trasformerà la Stazione Leopolda di Firenze in un luogo della contemporaneità viva, aprendo il progetto a una “grande Fabbrica”, a un sistema regionale delle performing arts, che coniughi gli spettacoli con un’attenzione sempre più forte verso i giovani, la formazione e la produzione. Un circuito che unisca nel segno di una ricerca artistica e sia da riferimento a chi si affaccia oggi al mondo della cultura e dell’arte indipendente.

Concetto da sempre centrale a Fabbrica Europa è il multiculturalismo. Questioni di identità, appropriazioni e prestiti culturali sono temi che emergono dalla realtà dello scambio artistico e del crescente incontro tra i popoli. Artisti di area Mediterranea e di diversi continenti e paesi, sono protagonisti di progetti tra danza, musica e parola nei quali la contaminazione è fondante.

Il cartellone della XXIII edizione

 Gamelan è un progetto ideato da Michele Di Stefano, Fabrizio Favale e Cristina Rizzo per Fabbrica Europa 2016. Un nutrito numero di coreografi/danzatori è invitato a costruire una danza che sia una successione condivisa di corpi su un suono semplice e preesistente. Dentro un unico grande spazio vuoto l’affollamento o la singolarità di un assolo sono materia di questo gioco dai risvolti non prevedibili, che si gonfia e si svuota nella circolarità di un flusso, di un fiume che tende all’infinito. (Stazione Leopolda, 6/5).

Cristina Caprioli, da anni attiva sulla scena scandinava, sviluppando il concetto di coreografia espansa propone un laboratorio che, indagando testo, gesto, narrativa, corpo, traduzione, sfocia nell’installazione Notes on a pebble. Incorniciata dalla proiezione del film Yellow Labor, questa opera installativo-performativa vede i partecipanti al workshop e il pubblico coinvolto scrivere sui sassi la coreografia (testo/libro/romanzo) investigata durante il laboratorio. (Stazione Leopolda, 5>15/5).

Spettacolo tutto al femminile è We Women della coreografa catalana Sol Picó, coprodotto dal Festival Grec 2015 di Barcelona e dal Festival Internazionale di Buenos Aires. In scena, oltre alla stessa Picó, Julie Dossavi (Benin), Minako Seki (Giappone), Shantala Shivalingappa (India) e le musiciste Adele Mandau (Italia), Lina León e Marta Robles (Spagna). Sette donne – provenienti da territori artistici e geografici tra loro lontani – convivono, trasformando il proprio piccolo mondo in un mondo universale. Danzano, cantano, suonano. (Stazione Leopolda, 5/5).

Sol Picó è inoltre protagonista del solo One-Hit Wonders. Dopo 20 anni di carriera, la coreografa catalana si concede una cavalcata autoironica nei suoi maggiori successi. (Stazione Leopolda, 7/5).

In prima nazionale una creazione collettiva, tutta al maschile, in cui quattro coreografi si ritrovano per mangiare insieme. Vengono da esperienze, culture, paesi diversi (Libano, Togo, Giappone, Belgio) e li unisce il loro lavoro. Danzano, bevono, ridono, mangiano. La semplicità dell’incontro è punto di partenza per una performance dalla struttura coreografica e concettuale più complessa. In Beytna(invito a casa in libanese) il ritrovarsi insieme a tavola evidenzia il bagaglio culturale di ognuno e apre una riflessione su cos’è la danza oggi e su quanto le forme contemporanee siano legate a quelle tradizionali. Il tema del cibo è centrale, ma l’obiettivo è giocare sulle diversità tra i commensali, Omar Rajeh, Anani Sanouvi, Hiroaki Umeda, Koen Augustijnen e gli straordinari musicisti palestinesi de Le Trio Joubran (Stazione Leopolda, 13-14/5).

Peter Brook, una delle grandi figure del teatro contemporaneo, con Battlefield torna al Mahābhārata, il più ampio poema epico non solo dell’India, ma della letteratura mondiale. Nel 1985 la sua messa in scena (circa nove ore) sconvolse il Festival di Avignone. . Uno spettacolo della Fondazione Teatro della Toscana per Fabbrica Europa 2016 (Teatro della Pergola, 24-25/5).

MOTUS _ mdlsx _ ©Nada Zgank (1)

Foto: MOTUS, mdlsx ©Nada Zgank

MDLSX di Motus è ordigno sonoro, inno alla libertà di divenire, al gender b(l)ending, all’essere altro dai confini del corpo, dal colore della pelle, dalla nazionalità imposta, dalla territorialità forzata, dall’appartenenza a una Patria.  (Stazione Leopolda, 8/5).

Piattaforma di connessioni anche per DAN+Z, un trittico di musica e danza che vede coinvolti Gianluca Petrella + Luisa Cortesi; Dan Kinzelman + Daniele Ninarello; Simone Graziano + Vittoria De Ferrari Sapetto. Moduli autonomi, collegati in un’unica serata, che danno forma a una varietà di stili coreografici e sonori che tra loro si richiamano, cercandosi e respingendosi.  (Stazione Leopolda, 11/5).

La Leopolda ritrova la sua anima di stazione nel progetto di Max Casacci (Subsonica) e Daniele Mana (Vaghe Stelle): Glasstress meets Pulse!. I due artisti del suono arriveranno alla Stazione Santa Maria Novella, saliranno sulla tramvia e registreranno i paesaggi sonori dai mezzi di trasporto.  A seguire, Biga vs Tambo Meets Millelemmi, jam session tra jazz, hip hop ed elettronica di alcuni dei musicisti più interessanti della scena fiorentina (Stazione Leopolda, 5/5).

Panorami sonori elettronici sono intessuti da Lucrecia Dalt, colombiana di base a Berlino. Ingegnere e musicista, miscela con sapienza le due anime in un amalgama sonoro elettroacustico raffinato e coinvolgente. L’ultimo disco, Ou (ispirato dal New German Cinema), esplora i confini tra suoni analogici e digitali. In collaborazione con International Feel (Stazione Leopolda, 5/5).

Membro fondatore dei Massive Attack, Grant Marshall aka Daddy G è uno dei fautori di quel ‘Bristol sound’ che ha conquistato il mondo con il trip hop. Molti remix dei Massive, elettronica, dubstep e tanto reggae, ma anche soul e funk, nei suoi travolgenti dj set (Stazione Leopolda, 6/5).

Si definisce armonizzatore della realtà Christophe Chassol, talentuoso e carismatico pianista e compositore francese originario delle Antille che in Big Sun ritrova le sue origini e crea in diretta per il pubblico un interplay irresistibile di suoni e immagini. Le sue composizioni sono veri e propri panorami di culture in cui immergersi. Nell’ambito di La Francia in scena, stagione artistica dell’Institut français Italia realizzata su iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia, con il sostegno dell’Institut français (Stazione Leopolda, 7/5).

Barber Mouse + Samuel (Subsonica): un trio di strumenti preparati (pianoforte, contrabbasso, batteria) che suona celebri hit techno di Detroit, la voce di Samuel che canta i pezzi più conosciuti e amati del jazz. Un esperimento riuscito con generi apparentemente inconciliabili, una sintesi in perfetto equilibrio tra mondi musicali fra loro lontanissimi (Stazione Leopolda, 7/5).

Una notte con le ritmiche digitali di due dei nomi più interessanti della famosa etichetta Ninja Tune, storica realtà musicale indipendente di Londra, fondata nel 1991, con una forte propensione alla musica elettronica, alternative hip hop, nu jazz, drum&bass. La serata, realizzata con Lattex, vede protagonisti due assi della console: Actress e Seven Davis Jr (Stazione Leopolda, 13/5).

Sea Songs, produzione firmata Fabbrica Europa, vede protagonista una delle più raffinate voci della canzone italiana, Cristina Donà, per un omaggio ai suoi grandi autori del cuore: Robert Wyatt, Nick Drake, Nick Cave, Radiohead, Paolo Conte, Lucio Dalla e molti altri. Un “canzoniere dell’acqua” che prende vita dai suoi brani più celebri, tra cui ovviamente Goccia. (Stazione Leopolda, 12/5).

Atmosfere calde e sabbiose nel segno del Festival au Désert con due tra i suoi maggiori rappresentanti: Bombino e Vieux Farka Touré. Il chitarrista e cantante nigerino Bombino torna al festival dopo cinque anni dal primo concerto in Italia, organizzato proprio da Fabbrica Europa, per la prima tappa del suo ultimo Azel. In collaborazione con Music Pool (Stazione Leopolda, 14/5).

Il concerto di Vieux Farka Touré – virtuoso della chitarra, eclettico e curioso -è l’ultimo tassello di una giornata dedicata al padre Ali Farka Touré, di cui si parlerà, a dieci anni dalla scomparsa, con lo studioso e antropologo Marco Aime. Nell’ambito di La Francia in scena, stagione artistica dell’Institut français Italia realizzata su iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia, con il sostegno dell’Institut français (Stazione Leopolda, 15/5).

Segna la rinnovata collaborazione con Tempo Reale il nuovo progetto di Evan Parker e Walter Prati, Pulse, esplorazione dell’impulso sia come fenomeno temporale che come possibile componente del timbro: un dialogo con campioni sonori pre registrati e pre sintetizzati che costituiscono lo scheletro della composizione (Limonaia di Villa Strozzi, 21/5).

4 Steps 4 Angel, performance percettiva con tre danzatrici, è un’indagine tra i Sonetti di Shakespeare che ruotano attorno al Fair Youth, il bel giovane, che rimanda a un archetipo di grande fascino, l’androgino. La partitura coreografica di Charlotte Zerbey e quella sonora di Spartaco Cortesigiocano sulla trasformazione di identità, valori, generi (Stazione Leopolda, 6-8/5).

FocusDance35: una nuova generazione di artisti aperta al dialogo, alla sperimentazione, al confronto del lavoro di ricerca o condivisione dell’atto performativo, dà vita a percorsi creativi inediti. La contaminazione dei linguaggi (performance, danza, teatro, musica, tecnologia) amplia i contorni della scena e si fa strumento espressivo di un’esplorazione su corpo e movimento, arte e poetica. Giovani coreografi presentano in anteprima i propri lavori: Mosè Risaliti, Giovanna Rovedo, Francesco Michele Laterza, Tommaso Monza, Salvo Lombardo, Irene Russolillo e Lisi Estaras (Stazione Leopolda, 10>15/5) e Agnese Lanza, Floor Robert (Le Murate/PAC).

Vocazione all’Asimmetria, il nuovo lavoro di Francesca Foscarini – in scena con Andrea Costanzo Martini -alterna assoli e duetti in cui i danzatori, in continua trasformazione di identità e ruoli, cercano un Noi possibile. (Le Murate/PAC, 18>20/5).

Quali nuove strategie emergono nell’ecosistema delle performing arts? È il tema dell’incontro Thinking Dance/Togethering. Collaborazione/cooperazione/condivisione delle pratiche artistiche.  Con Rudi Laermans, Carlotta Scioldo, Erika Di Crescenzo, Cristina Caprioli, Gerarda Ventura (Istituto Francese, 10/5) 

Meeting Young Arab Choreographers: incontro con Omar Rajeh, direttore di Maqamat e Mia Habis, direttrice di Leymoun – Arab dance Platform, nonché membri del Masahat Dance Network, rete regionale per la danza tra Libano, Siria, Giordania, Palestina, Marocco, Tunisia e Iran. Intervengono: MIBACT, MAE, Regione Toscana, Comune di Firenze e operatori italiani per lo sviluppo di una piattaforma di scambio di artisti dell’area mediterranea. (Stazione Leopolda, 14/5). 

Il Minotauro. Viaggio di un eroe di Zaches Teatro immerge lo spettatore come in un libro di storia dell’arte. Risuonano versi ispirati alla musicalità dell’epica omerica e dei cori tragici, muovendo passi che guardano a danze dall’ancestrale sapore rituale. Il collaborazione con Fondazione Teatro della Toscana (Teatro Studio di Scandicci, 21-22/5). 

Il teatro della tragicomica fine dell’umanità, libero esercizio di parole e gesti da Karl Kraus, Robert Musil, Filippo Tommaso Marinetti è lo spettacolo di Atto Due/Laboratorio Nove per la regia di Andrés Morte, Silvano Panichi, Ilaria Cristini (Teatro della Limonaia-Sesto Fiorentino, 14>16/6).

Multilove//Sunshine di Lorenzo Cianchi e Primavera Contu è una serialità di micro atti performativi in cui i performer si azionano all’interno di spazi non specifici, creando una ruota d’adattamento tra luogo, movimento e spettatore (I Macelli di Certaldo, 17-18/6).

Il confronto generazionale e il connubio tra i vari linguaggi scenici – danza, teatro classico e di ricerca, musica, arti visive – sono i temi centrali di Orizzonti Verticali, giunto alla IV edizione. Il programma 2016 si articola in sei giornate tra performance, spettacoli, incontri dove convivranno le varie generazioni della scena contemporanea, dai maestri ai giovani gruppi di ricerca. (San Gimignano, Poggibonsi, Siena, 5>10/7).

 

Foto: Peter Brook – Battlefield ©Simon Annand.

 

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